Scontri No Tav, 450 identificati e 150 agenti feriti. Il Viminale: «Isolare i violenti, basta connivenze»

«Stigmatizzare e isolare i violenti» ma anche «recidere le connivenze». È questa, spiega Wanda Ferro, la sottosegretaria all'Interno, la linea del Viminale in risposta agli episodi di guerriglia della Val di Susa di due giorni fa. Una linea dettata dal bilancio degli assalti No Tav ai cantieri della futura linea ferroviaria merci e passeggeri Torino-Lione. A partire dai feriti: 58 poliziotti, 48 carabinieri, 18 finanzieri. Nella conta dei danni anche quattro mezzi distrutti, due dei carabinieri, uno della finanza e un'auto della polizia. Inoltre sono state identificate dalla polizia 436 persone, di cui una parte provenienti dalla Francia, dalla Germania e dal Belgio. Le loro posizioni sono al vaglio degli investigatori sia dal punto di vista amministrativo che penale.

Le connessioni

Ora si indaga per capire se ci sia una saldatura o una strategia comune tra i gruppi che hanno partecipato, nella stessa settimana, alle due proteste - della Val di Susa e di Bologna - che hanno assunto la veste di una vera e propria guerriglia. Nei luoghi della devastazione in Val di Susa è comparsa una scritta che rimanda alla morte di Abderrahim Fakir a seguito di un intervento di polizia nel quartiere Pilastro di Bologna: «Sbirro brucia, Fakir vendicato». Vicino alla scritta la "a" anarchica. Una scritta simile a quelle comparse negli striscioni portati in piazza a Bologna la scorsa settimana dagli attivisti vicini ai centri sociali.

Un duro bilancio anche quello della manifestazione dello scorso lunedì nel capoluogo dell'Emilia-Romagna: 64 feriti, con prognosi dai 3 ai 35 giorni, tra le forze dell'ordine e sei mezzi della polizia danneggiati. Oltre ai danni che si sono registrati nelle vie centrali della città. Due manifestazioni violente che hanno visto, tra i protagonisti, diversi gruppi di antagonisti.

La pista internazionale

E poi c'è la pista internazionale. Gli uomini della Digos indagano anche per capire - e sembra quasi scontato visto il numero di antagonisti arrivati da diverse città d'Europa - se dietro agli episodi di guerriglia di Bologna e della Val Di Susa ci sia una rete internazionale che manovra i violenti. E ora preoccupano gli altri raduni già annunciati, come quello del campeggio della piana del primo agosto.

La procura di Torino indaga per devastazione, il questore Massimo Gambino assicura: «Ci sarà la massima fermezza e sono in corso le indagini per fermare i responsabili della guerriglia non ancora rintracciati». Di controlli e provvedimenti ce ne erano stati anche prima delle proteste. Nel corso dei servizi preventivi la polizia aveva identificato circa 1800 persone, con l'emissione di numerosi provvedimenti di vario tipo tra cui due fermi preventivi. Era scattato anche l'allontanamento dal territorio nazionale di alcuni cittadini francesi, erano stati emessi 16 fogli di via obbligatori e 9 daspo urbani. È stato inoltre sequestrato svariato materiale pirotecnico ed esplosivo, molotov, maschere antigas, ordigni artigianali, caschi e passamontagna.

Intanto proseguono le condanne alle azioni degli antagonisti e la solidarietà alle forze dell'ordine.

Solidarietà

«A tutti gli agenti feriti va la nostra piena solidarietà e gratitudine - le parole del vicepremier Matteo Salvini - Manifestare è un diritto, devastare cantieri, aggredire uomini e donne in divisa e mettere a rischio la sicurezza pubblica è un crimine». «Se parlano come terroristi e agiscono come terroristi allora sono probabilmente terroristi. Da mettere fuorilegge», ha aggiunto il vicepremier. «Il terrorismo - secondo il presidente del Senato Ignazio La Russa - è stato sconfitto, ma la violenza no: la violenza si nutre di coperture» e «se frange estremiste pensano di non essere isolate» allora «agiscono».

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