Scontri No Tav, due agenti del Reparto mobile di Bologna tra i feriti

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A seguito dell’assalto dei 500 incappucciati all’area di lavoro del San Didero, protetta e cinturata dalla polizia, il bilancio degli agenti in tenuta anti-sommossa rimasti feriti è alto: una 60ina

Il riferimento alla scomparsa di Abderrahim Fakir, morto al Pilastro, negli scontri No Tav

Il riferimento alla scomparsa di Abderrahim Fakir, morto al Pilastro, negli scontri No Tav

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Bologna, 26 luglio 2026 – Scontri in Val Susa al cantiere No Tav, due poliziotti del Reparto mobile di Bologna tra i feriti. A seguito dell’assalto dei cinquecento incappucciati all’area di lavoro del San Didero, protetta e cinturata nella giornata di ieri dalla polizia, il bilancio degli agenti in tenuta anti-sommossa rimasti feriti è alto: si parla, infatti, di una sessantina di operatori. Tra questi, ci sarebbero anche due manovratori di corda del Reparto bolognese, che sono stati medicati e assistiti e hanno riportato cinque giorni di prognosi. 

Dopo la serata di disordini avvenuta a Bologna, a margine della piazza convocata dal sindaco Matteo Lepore per la morte di Abderrahim Fakir, in cui sono rimasti feriti ben 64 agenti, ora gli scontri di Chiomonte aggiungono altri due coinvolti e momentaneamente fuori servizio. Nel campo di battiglia torinese, è comparsa anche una scritta con riferimento al 42enne deceduto al Pilastro durante un fermo di polizia: “Sbirro brucia, Fakir vendicato”, seguito da una ‘a’ anarchica. Una frase cruenta, ma in linea con ciò che, nella guerriglia di lunedì, è stato vergato sui muri del centro storico di Bologna. 

La rabbia dei sindacati

Insorgono i sindacati di polizia, a partire dal Coisp: “È vergognoso che chi opera per garantire la legalità e la sicurezza collettiva debba essere esposto a simili attacchi da parte dei soliti nemici delle divise", dichiara il segretario provinciale Leo Pesce. Per il Siulp, con il segretario Pasquale Palma, “ogni aggressione nei confronti delle forze dell’ordine è un’aggressione allo Stato e ai valori democratici che esse sono chiamate a difendere ogni giorno. I colleghi hanno operato con professionalità e rispetto delle regole d’ingaggio, riuscendo a contenere la frangia violenta”. Interviene anche il Sap, con il segretario generale Stefano Paoloni: “Non si può parlare di "dissenso" di fronte ad aggressioni premeditate e all'uso di armi improvvisate contro donne e uomini in divisa. Chiediamo fermezza e tutela concreta per chi mette a rischio la propria vita per garantire la sicurezza di tutti”.

“La cattiveria e la violenza messe in campo contro polizia senza precedenti”

Duro il commento anche di Fsp Polizia Bologna, con il segretario generale Oscar Regnaud Carcas e il vicesegretario e referente del Reparto mobile Matteo Di Vincenzo: “La cattiveria e la violenza messe in campo contro polizia e contro e forze dell’ordine non hanno precedenti. E ancora più grave è il clima di delegittimazione che troppo spesso accompagna questi attacchi. Non possiamo e non dobbiamo aspettare che ci scappi il morto per comprendere la gravità di ciò che sta accadendo”. 

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