Sono oltre venti gli obblighi di firma e circa quaranta i Daspo eseguiti dalla polizia nell’ambito dell’operazione condotta dalla Digos di Torino dopo gli scontri avvenuti il 24 maggio scorso, in occasione del derby della Mole tra Torino e Juventus. I provvedimenti hanno coinvolto appartenenti a entrambe le tifoserie, con una prevalenza di ultras bianconeri. Le misure sono state eseguite anche al di fuori del capoluogo piemontese, interessando diverse città del Nord Italia. Tra i destinatari figurano esponenti di gruppi organizzati della tifoseria juventina, tra cui Drughi e Viking. L’operazione è scattata alle prime ore del mattino e arriva al termine di una complessa attività investigativa sugli episodi di violenza verificatisi prima della partita.
Le misure e gli ultras coinvolti
La maggior parte delle misure cautelari disposte dalla Digos ha interessato la tifoseria della Juventus: undici persone sono state raggiunte dall’obbligo di firma e altre undici dal divieto di dimora. Tra i destinatari dei provvedimenti ci sarebbero componenti dei Drughi, dei Viking di Milano e del Blocco Zeta. Sul fronte granata, invece, le indagini avrebbero coinvolto alcuni appartenenti agli Ultras Granata 1969.

Le persone interessate hanno un’età compresa tra i vent’anni e gli oltre cinquant’anni e, in alcuni casi, sarebbero già state sottoposte in passato a provvedimenti di Daspo. Le misure sono state eseguite a Torino e in altre città del Nord, tra cui Milano e Genova. Complessivamente, i provvedimenti rappresentano l’esito degli accertamenti condotti dalla polizia per individuare i responsabili dei disordini.
Gli scontri prima del derby
I momenti di maggiore tensione si erano verificati in piazzale San Gabriele di Gorizia, dove gli ultras juventini avevano tentato più volte di avvicinarsi ai sostenitori del Torino arrivati in corteo dalla zona dello stadio Filadelfia. Per circa un’ora le forze dell’ordine avevano cercato di mantenere separate le due tifoserie, riuscendo nella maggior parte dei casi a evitare il contatto. In una circostanza, però, alcuni ultras erano riusciti a fronteggiarsi, utilizzando anche bastoni e cinghie. Durante i disordini era rimasto ferito Marco Leonardo Basoccu, colpito da un lacrimogeno esploso ad altezza d’uomo. La Digos di Torino, guidata dalla dirigente Rita Fabretti, ha ricostruito la sequenza degli episodi anche attraverso le immagini riprese dai droni. Gli investigatori hanno inoltre accertato che già nella notte precedente al derby alcuni gruppi delle due tifoserie si erano cercati in diverse zone della città, senza però arrivare allo scontro grazie al monitoraggio delle forze dell’ordine.
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