Scuola, dalle detrazioni ai voucher: tutti i bonus per l'anno 2026/202

Introduzione

Con la ripresa dell’anno scolastico, torna centrale il tema delle misure a disposizione per mitigare i costi legati all’istruzione. I bonus fiscali sono gli strumenti più diffusi sui quali possono fare affidamento le famiglie, che si tratti di aiuti sulle tasse d’iscrizione, o delle quote per le gite scolastiche e dei viaggi d’istruzione.

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Quello che devi sapere

Il modello 730 e cosa si può recuperare

Prima di tutto, in dichiarazione dei redditi è possibile recuperare il 19% dei costi sostenuti, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. Qest’anno la detrazione delle spese scolastiche è riconosciuta entro il limite di 1.000 euro per ciascun alunno o studente, 200 euro in più rispetto alla soglia prevista fino all’anno scorso.

Nel modello 730 si deve indicare la generalità delle spese legate alla frequenza della scuola:

  • Tasse d’iscrizione e contributi scolastici;
  • Retta della mensa scolastica;
  • Servizi integrativi come pre-scuola e post-scuola;
  • Gite scolastiche, viaggi di istruzione e uscite didattiche;
  • Corsi d’inglese, musica o laboratori deliberati dal consiglio d’istituto;
  • Servizio di trasporto scolastico (scuolabus).

Restano esclusi i libri di testo e i vocabolari così come quaderni, diari, astucci e zaini, cioè i prodotti di cancelleria e simili.

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Il bonus per l’iscrizione alle scuole paritarie

C'è poi il bonus per l’iscrizione alle scuole paritarie. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, consente di ottenere fino a 1.500 euro ai titolari di ISEE fino a 30.000 euro. Il valore dell’ISEE determina anche l’importo del contributo spettante, che potrà arrivare al massimo previsto solo in presenza di ISEE fino a 10.000 euro.

Su Unica, la piattaforma ufficiale del ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim), sono riportate le indicazioni principali per le famiglie interessate a chiedere questo contributo pubblico. La domanda può essere inoltrata - entro il 21 settembre - dai genitori o dai soggetti che esercitano la responsabilità genitoriale di studenti che nel corso dell’anno scolastico 2025-26 abbiano frequentato una scuola paritaria di primo grado (medie) oppure i primi due anni di una scuola paritaria di secondo grado (superiori). 

L’erogazione del bonus nazionale non pregiudica l’ottenimento di altri contributi all'istruzione di carattere regionale.

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I bonus per i libri di testo

Ci sono poi alcuni bonus comunali che aiutano con l’acquisto dei libri di testo scolastici. La situazione cambia da Comune a Comune, ma a livello generale si può dire che le agevolazioni di questo tipo sono riconosciute ai titolari di ISEE fino a 15.493,71 euro. Da questo tetto in su, ogni Comune può poi intervenire al rialzo.

Ma sui libri scolastici c'è anche una novità, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 e che è ancora in via di definizione: si tratta del bonus libri per i titolari di ISEE non superiore a 30.000 euro. La misura in questo caso viene gestita a livello sia regionale che comunale. È quindi necessario consultare le regole e i bandi (tra quelli già pubblicati) del proprio comune o della propria regione, per capire a quali contributi si può avere diritto e quando.

Di quanto aumentano i prezzi

Secondo i dati più aggiornati, quest’anno i prezzi dei libri scolastici sono aumentati del 2,3% rispetto all’anno passato. Secondo Federconsumatori oggi “la vera convenienza si trova nei supermercati e nei grandi ipermercati, dove i prezzi scendono dell’1,1%, mentre le cartolibrerie rincarano del +2,3% e contrariamente al passato, i prezzi online salgono del +5,6%”.

Le stime di Federconsumatori certificano che: 

  • in prima media si spendono circa 561 euro per i libri più 673 euro di corredo, per un totale di 1.235 euro;
  • mentre in prima superiore la cifra sale a circa 805 euro di libri più il corredo, superando i 1.478 euro. 

E poi ci possono essere pc, webcam e programmi di base da aggiungere nel conto, che costano oltre 421 euro.

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I dati di ADOC

Il nuovo monitoraggio dell’Osservatorio EURES-ADOC, evidenza una stima complessiva di spesa che tocca il miliardo di euro (800 milioni per il nuovo e 200 per l’usato), a cui si aggiungono almeno altri 200 milioni di euro per dizionari, materiale tecnico e cancelleria. "I dati del nostro monitoraggio confermano che la formazione dei nostri ragazzi sta progressivamente perdendo il suo carattere universale per trasformarsi in una tassa insostenibile. Il carovita e i continui aumenti dei listini non possono continuare a erodere un principio costituzionale fondamentale come il diritto allo studio", dichiara Anna Rea, Presidente Nazionale di ADOC. "A settembre le famiglie non affrontano una semplice spesa, ma una vera e propria corsa a ostacoli economica", aggiunge.  Tra le proposte che ADOC fa al governo, c'è quella della detrazione fiscale al 19% anche sui libri di testo. Una misura che per lo Stato comporterebbe un costo stimato tra i 70 e i 140 milioni di euro.

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