«La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è gratuita», sancisce con l‘Articolo 34 della Costituzione. Ma la scuola dell’obbligo si protrae fino al compimento del sedicesimo anno di età. E non è fatta solo di libri.
Alla vigilia di questo nuovo scolastico, la spesa complessiva tra materiale da cartoleria, diari, zaini e libri di testo, può arrivare a toccare la cifra record di 1.300 euro a studente. Una vera e propria tassa fissa d’autunno che trasforma il diritto allo studio in un lusso progressivo per le famiglie italiane.
Indice
- Quanto costano zaini, quaderni e accessori di marca
- Libri di testo: il tetto di spesa che non viene rispettato
- Perché gli aiuti alle famiglie non sono proporzionali ai redditi
- Come ripristinare il dettato costituzionale
Quanto costano zaini, quaderni e accessori di marca
Prima ancora di aprire la lista dei volumi obbligatori, a settembre le famiglie devono fare i conti con il materiale di consumo quotidiano, i cui listini segnano quest’anno un incremento medio compreso tra il 2% e il 4% rispetto all’anno scorso.
Secondo le rilevazioni del Codacons, uno zaino di fascia media può superare i 200 euro, un astuccio completo di penne e pennarelli tocca i 60 euro e per un diario si arrivano a spendere fino a 40 euro.
Per non parlare dei prodotti griffati o ad alta tecnologia (dotati di luci a led o power bank integrati), dove si registrano picchi più surreali: taccuini da quasi 200 euro, astucci firmati da 300 euro, set di matite da 600 euro e zaini con prezzi compresi tra i 500 e i 1.200 euro.
Libri di testo: il tetto di spesa che non viene rispettato
Se la scelta di zaini, astucci e matite ricade sul consumatore, la spesa per l’acquisto dei testi adottati non è negoziabile. Per il comparto librario si stima per un ulteriore rincaro medio dell’1,8%, ma a gravare maggiormente è il meccanismo con cui vengono gestiti i limiti di spesa previsti per legge.
Per l’anno scolastico alle porte, il Ministero dell’Istruzione ha fissato una soglia massima teorica pari a 303 euro per la prima media e 346 euro per il primo anno di scuola superiore. Nei fatti la spesa reale effettiva all’inizio dei cicli d’istruzione superiore si assista tra i 500 e i 650 euro a studente. Questo perché la misura che sulla carta dovrebbe tutelare le famiglie viene sistematicamente neutralizzata attraverso le distorsioni della normativa vigente:
- dal computo ministeriale del tetto di spesa sono esonerati per legge i dizionari e i testi consigliati;
- i Consigli d’Istituto e i collegi docenti possono deliberare uno sforamento del tetto ufficiale fino al 20% attraverso una semplice nota formale con motivazioni didattiche;
- ai prezzi ufficiali si sommano gli aumenti effettivi sui listini di copertina, che a settembre registrano rincari fino al 4% per alcune riedizioni, spinti dall’inflazione della filiera.
Perché gli aiuti alle famiglie non sono proporzionali ai redditi
Il fondo statale per aiutare le famiglie a sostenere la spesa dei libri di testo ammonta a 139 milioni di euro. Una cifra che riesce a coprire il fabbisogno di appena 170.000 studenti, a fronte di una platea complessiva di oltre 4 milioni di frequentanti la scuola secondaria di primo e secondo grado.
Regioni e Comuni gestiscono in piena autonomia dal Governo e dal Ministero i fondi per il diritto allo studio, con le relative soglie di accesso. Qui si vengono a creare dei veri e propri paradossi fiscali, soprattutto perché i libri costano allo stesso modo in ogni parte d’Italia.
| Regione | Soglia Isee massima | Contributo per redditi fino a 14.000 euro |
| Sardegna | Fino a 20.000 euro | Idonea al contributo |
| Lazio e Umbria | Fino a 15.493 euro | Idonea al contributo |
| Campania | Fino a 10.633 euro | Esclusa |
Come ripristinare il dettato costituzionale
Per riallineare l’istruzione dell’obbligo al principio sancito dalla Costituzione e rimuovere questa barriera economica, si renderebbero necessari alcuni interventi strutturali:
- includere tassativamente nel computo ministeriale dei tetti di spesa anche i dizionari e i testi consigliati;
- bloccare la facoltà di sforamento del 20% in capo alle autonomie scolastiche;
- strutturare un sistema nazionale di comodato d’uso gestito dagli istituti;
- incentivare le adozioni in formato digitale ad accesso aperto;
- unificare su base nazionale il limite Isee d’accesso ai sussidi librari e rifinanziare il fondo statale secondo la medesima logica.