Scuola, Zuppi: Inclusiva. Valditara: No integrazione senza l'italiano

“Le nostre scuole devono essere luoghi in cui nessuno si senta escluso”. A dirlo, intervenendo al Consiglio episcopale permanente a Roma, è stato il presidente della Cei, il cardinale Matteo Zuppi, parlando della scuola italiana a pochi giorni dal rientro in classe degli studenti. Secondo il capo dei vescovi italiani, la prima delle “sfide non più rinviabili” è quella delle “disuguaglianze educative”. Per Zuppi, “non possiamo accettare che il luogo di nascita, la condizione economica, fisica o il contesto sociale determinino le opportunità di apprendimento di un ragazzo. Una scuola autenticamente inclusiva è uno dei più potenti strumenti di giustizia e di pace".

Alle parole del presidente della Cei hanno fatto seguito quelle del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara che, in occasione dell'inaugurazione dell'anno scolastico ad Amatrice, ha ribadito che "senza la padronanza dell'italiano non c'è integrazione né successo". 

Valditara: "Senza padronanza dell'italiano non c'è integrazione"

Il ministro dell'Istruzione ha rimarcato "la necessità dell'integrazione degli studenti stranieri, in tutte le decisive sfumature dell'espressione, che va sempre pensata nella sua complessità: evitare alla radice qualunque discriminazione, rimuovere le cause anche linguistiche di un'inaccettabile marginalizzazione - con particolare attenzione all'effettiva padronanza della lingua italiana". Secondo Valditara, "senza conoscenza della nostra lingua, senza la padronanza della nostra lingua non c'è vera integrazione, non c'è successo scolastico e non c'è futuro all'interno della nostra società".

Cardinale Zuppi: “L'AI non sostituisce l'opera educativa”

La seconda sfida, secondo il presidente della Cei, riguarda “il cambiamento tecnologico”. L'intelligenza artificiale “può offrire risorse preziose, ma non sostituisce l'opera educativa”, afferma. In questo senso, “la scuola non compete con le macchine nel fornire risposte rapide, ma insegna a porre le domande che rendono umana la vita” e “nessun algoritmo può prendere il posto dello sguardo di un insegnante che incoraggia, corregge, comprende e accompagna".

Cardinale Zuppi: “La scuola è un cantiere decisivo del futuro comune”

Per il capo dei vescovi italiani esiste anche una terza sfida, cioè “custodire la capacità di pensare”. “In un mondo saturo di stimoli, informazioni e connessioni, servono luoghi dove imparare a sostare, ad approfondire, a distinguere il vero dal falso, l'essenziale dal superficiale”, ha ribadito il cardinale. Poi ha aggiunto: “I giovani hanno bisogno di adulti che testimonino che la vera conoscenza non è accumulo di dati, ma sapienza per la vita. All'inizio dell'anno scolastico non auguriamo soltanto buoni risultati. Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità; luoghi in cui nessuno si senta escluso; laboratori di umanità in cui la tecnologia sia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia. Auguriamo loro di custodire il tempo lento dell'ascolto, dello studio, della meraviglia, del confronto vero, senza i quali nessuna libertà interiore può crescere”. Secondo il presidente della Cei, “la scuola non è uno spazio da attraversare in fretta: è, ancora oggi, un cantiere decisivo del nostro futuro comune".

Vedi anche

Mattarella ad Amatrice: "La scuola è aperta a tutti"