Sean e Gabriella morti in barca, la ricostruzione dell'incidente che è costato la vita ai neosposi: «Fatale l’impatto col taxi»

VENEZIA - «Noi affronteremo l'esame tecnico dinamico sui mezzi, così come l'autopsia, senza preoccupazioni. Non vogliamo vendetta, vogliamo la verità. Il mio assistito non può parlare per dire come siano andate le cose. Solo il tassista in cuor suo conosce la dinamica. Bisogna ribadire intanto che Gabriella non ha segni di violenza provocata da un essere umano, sono traumi e fratture dovuti all'impatto con il taxi». A parlare è Mariarosa Cozza, l'avvocato della famiglia del pescatore di Cavallino-Treporti, Sean Michieli. È atteso per oggi il conferimento dell'incarico per effettuare l'autopsia sui corpi dei due giovani sposi, morti dopo l'impatto con il taxi lungo il canale di Tessera. L'esame potrebbe svolgersi già in giornata o, al massimo, domani.


L'IMPATTO

Secondo le prime indiscrezioni, sembrerebbe che anche Sean Michieli stesse viaggiando di poco sopra al limite di velocità pensato per quel tratto. Chilometri all'ora che comunque erano di molto inferiori a quelli del taxi, che non solo navigava più velocemente ma che pesava, con la sua struttura impotente, anche molto di più del barchino da pescatore di Michieli. I due mezzi si sono scontrati subito dopo l'isola di Tessera, che avrebbe coperto la visuale ad entrambi fino a qualche istante prima del drammatico scontro. Una manovra d'emergenza, per schivarsi, pare fosse impossibile. Sta di fatto che se il taxi non avesse accelerato tanto planando sull'acqua per via dei sessanta chilometri all'ora percorsi probabilmente l'impatto non sarebbe stato mortale. Il mezzo planava in direzione aeroporto e sarebbe questo il dettaglio che spiegherebbe i pochi segni riportati sul taxi. Una supposizione che si cercherà di verificare in questi giorni. Gli esiti dell'esame tecnico-dinamico sui mezzi sveleranno anche la posizione ufficiale dei due sposi al momento dello scontro. Allo stesso modo, anche le loro ferite diranno molto. Sean potrebbe essere rimasto dentro alla barca tenendo stretto il timone. Gabriella, che gli era seduta molto probabilmente a fianco, non avrebbe avuto alcun appiglio. Il cofano, aperto, non l'avrebbe ovviamente trattenuta.


IL CORPO DI GABRIELLA

Si esclude che sul corpo di Gabriella vi siano tracce di violenza che non siano riconducibili all'impatto con il taxi. L'autopsia lo dirà con certezza, ma si tratta di dettagli trapelati dal primo esame esplorativo sul corpo della giovane brasiliana. La ventiseienne ha riportato fratture e lividi conseguenti solo allo scontro. Stabilire se sia morta in quel momento o annegata, dopo la caduta in acqua, è invece uno degli obiettivi dell'esame medico di oggi. Fondamentale anche la testimonianza dei due turisti americani che erano sul taxi: i carabinieri hanno preso contatto con loro e li hanno identificati.