Non ce l'ha fatta la bambina di 11 anni che mercoledì scorso era rimasta incastrata nel bocchettone di aspirazione della piscina dei Bagni Segesta, a Sestri Levante. Dopo neanche 48 ore di ricovero nel reparto di Terapia intensiva dell'ospedale pediatrico Gaslini di Genova, al termine del periodo di osservazione previsto dal protocollo, i medici ne hanno dichiarato il decesso. I genitori hanno deciso di donarne gli organi.
L'incidente nella piscina dei Bagni Segesta a Sestri
L'incidente era avvenuto nel pomeriggio del 15 luglio. La bambina, in vacanza in Liguria insieme alla famiglia originaria di Suisio, stava facendo il bagno in una piccola piscina dello stabilimento balnare Bagni Segesta, sul lungomare di Sestri Levante, quando i suoi capelli erano rimasti impigliati nel bocchettone collegato al sistema di aspirazione della vasca, trascinandola sotto il livello dell'acqua.
A dare l'allarme un altro bambino, resosi conto che l'11enne non riusciva a riemergere. Il titolare dell'impianto si era tufffato in acqua e, tagliando i capelli della bimba, era riuscito a liberarla e a portarla a bordo piscina. Sul posto erano intervenuti i soccorritori del 118 con un'automedica, la Croce Verde di Sestri e la Croce Rossa di Riva Trigoso, oltre alla Capitaneria di porto e ai carabinieri.
Le manovre di rianimazione erano proseguite per circa 45 minuti, anche con l'utilizzo di un defibrillatore. Poi la piccola era stata trasferita in elicottero, in codice rosso, all'ospedale Gaslini. Le sue condizioni erano apparse fin da subito gravissime. Dopo neanche 48 ore di ricovero, la notizia del decesso comunicata dalla Direzione sanitaria dell'Istituto al termine del periodo di osservazione e degli accertamenti previsti.
La donazione degli organi e il punto sulle indagini
I genitori della bambina hanno acconsentito alla donazione degli organi. In una nota, il nosocomio esprime loro vicinanza, ma anche gratitudine per una scelta definita "capace di trasformare un vuoto incolmabile in speranza concreta per altre famiglie".
Proseguono intanto gli accertamenti volti a ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. La piscina è stata posta sotto sequestro dalla Capitaneria: dovranno essere verificati il funzionamento dell'impianto di aspirazione e il rispetto delle norme di sicurezza.
Al vaglio anche le forme di sorveglianza previste per la piscina. Gli investigatori hanno già acquisito le testimonianze delle persone presenti al momento dell'incidente e le immagini delle videocamere. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha parlato di "tragedia inaccettabile".