La top 5 di Burnley-Torino
Sì, il Burnley giocherà in Championship, la seconda divisione inglese, è un dato di fatto. I Clarets, chiamati così per via del loro colore sociale, un amaranto/bordeaux, sono retrocessi al termine della scorsa stagione, 2025-2026, dopo essere arrivati diciannovesimi in Premier League. Una stagione disastrosa chiusa con soli 22 punti e 75 gol subiti in 38 partite. Gli inglesi non hanno fatto male solo in campionato anche nelle coppe sono usciti con squadre di livello inferiore nei turni iniziali. Ed è anche vero che i pezzi più pregiati, in questa sessione di mercato, sono già stati ceduti facendo entrare più di 80 milioni nelle casse del Burnley che ne ha reinvestiti meno della metà. Tra le cessioni più onerose quella di Esteve difensore francese andato a Lipsia per 25 milioni, ma anche l'ex Serie A Loum Tchaouna e la giovane promessa italiana Luca Koleosho riscattato dal Paris Fc per 14 milioni di euro. Però le critiche che vedevano l'amichevole con gli inglesi come un test di categoria inferiore partono in realtà da un errore a monte.
Il Burnley è una squadra di livello inferiore? I numeri in realtà dicono altro
Non proprio, il Burnley nonostante queste grandi cessioni rimane una squadra con un valore della rosa che si attesta intorno ai 131 milioni, secondo i dati riportati tra Transfermarkt. Quant'è l'effettiva discrepanza con il Toro? Appena 3 milioni, con il club granata che può contare su una rosa da 134 milioni. Se trasportiamo questo dato coinvolgendo le squadre di Serie A, scopriamo che i britannici sarebbero sedicesimi in classifica per valore rosa, dietro proprio al Torino e davanti a Venezia, Cagliari, Lecce, Frosinone e Monza. Inoltre, la squadra del Lancashire ha portato cinque giocatori agli ultimi Mondiali, tra cui Hannibal il trascinatore della Tunisia con 100% dei minuti giocati e due assist, contro i quattro dei granata.
Cosa rimane allora ai ragazzi di Abate?
Non bisogna tralasciare anche altri aspetti. L'amichevole tra Torino e Burnley si è disputata in un momento diverso della preparazione per le due squadre. Gli inglesi esordiranno in una partita ufficiale già sabato 8 agosto: hanno iniziato prima la preparazione con il nuovo allenatore belga, Hayen, e sono a una sola settimana dall'inizio della stagione; i granata invece hanno altre due settimane di preparazione da ultimare. Come si sa nel calcio di agosto questo non è un semplice dettaglio. La prova del Toro è stata una prova di carattere, i granata hanno dimostrato fame, voglia di lottare ma anche e soprattutto concretezza interpretando bene i momenti della gara. Poi resta l'ottima risposta sul piano atletico, si era detto che il Toro fosse indietro fisicamente per colpa di un ritiro con troppi pochi giocatori. Il match al Turf Moor però ci ha detto altro, il Torino ha tenuto botta con una squadra con più preparazione alle spalle, e, anzi, per larghi tratti ha comandato la partita dominando anche su ritmo e intensità. Poi ci sono le conferme e non solo dei giovani, come si è ampiamente detto, anche su un piano tattico, buona costruzione, tanta verticalità e Toro propositivo. Insomma buona prestazione a 360 gradi contro un Burnley che forse così scarso, come qualcuno diceva, non era.
Articolo a cura di Francesco Di Vico