Redazione 03 ottobre 2026 12:48
Una specializzanda palermitana di 31 anni è stata trovata morta ieri nell'abitazione di via Catili, a Barcellona Pozzo di Gotto, dove viveva. Sul decesso è stata aperta un'inchiesta della Procura di Barcellona e un giovane di 29 anni, originario di Brindisi e compagno della donna, è stato iscritto nel registro degli indagati. A dare l'allarme è stato proprio lui, chiamando il 118 quando si è accorto che le condizioni della 31enne stavano peggiorando.
La Procura, diretta dal procuratore Giuseppe Verzera, con i sostituti Veronica De Toni ed Emanuela Scali, sta ora concentrando gli accertamenti sulle sostanze che secondo la prima ricostruzione potrebbero essere state assunte dalla donna e sulle circostanze che hanno preceduto la morte. L'ipotesi al momento è quella di un'overdose da oppioidi, ma sarà necessario attendere gli esami medico-legali e tossicologici per stabilire con certezza la causa del decesso.
Il giovane, che si trovava nell'abitazione, è stato ascoltato a lungo dagli investigatori e in Procura insieme al suo legale, l'avvocato Giuseppe Ciminata. Nel corso dell'interrogatorio avrebbe raccontato di essere seguito dal Sert di Brindisi per una storia di tossicodipendenza e di assumere metadone nell'ambito del percorso terapeutico. Secondo la sua versione, il farmaco veniva tenuto nascosto proprio per evitare che la compagna potesse assumerlo.
Gli investigatori stanno verificando anche questo aspetto, dopo che il 29enne avrebbe riferito che la donna avrebbe utilizzato il metadone. Nel suo racconto sarebbe comparso inoltre il riferimento al fentanyl, che la 31enne avrebbe assunto e che secondo il racconto del giovane avrebbe reperito nella struttura lavorativa. Anche questo elemento dovrà essere verificato attraverso gli accertamenti scientifici.
Morfina, metadone e altri farmaci sotto sequestro
Nel corso dei rilievi nell'abitazione, i carabinieri della compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno sequestrato diversi elementi ritenuti utili alle indagini. Tra questi flaconcini di morfina, midazolam e levometadone provenienti dal Sert di Brindisi.
Sono stati inoltre acquisiti il piano terapeutico del giovane e i telefoni cellulari utilizzati dalla coppia. Il materiale sarà esaminato per ricostruire le modalità con cui le sostanze sono state reperite e utilizzate e per verificare eventuali ulteriori elementi utili all'inchiesta.
Il 29enne è indagato per ipotesi di reato legate alla detenzione di sostanze stupefacenti e alla morte come conseguenza di altro delitto. Non è stato disposto, allo stato, alcun fermo. La sua posizione sarà valutata sulla base degli elementi raccolti dalla Procura e degli esiti degli accertamenti.
Anche il giovane si sente male
La vicenda ha avuto un ulteriore sviluppo nella notte. Il 29enne, che avrebbe alle spalle una lunga storia di dipendenza e un percorso di cura, ha accusato un malore dopo essere stato ascoltato. Avrebbe manifestato una forte sudorazione e altri sintomi ed è stato accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto per ricevere le cure necessarie. Resta quindi da chiarire cosa sia accaduto nelle ore precedenti alla morte della specializzanda e quale sia stato l'effettivo ruolo delle diverse sostanze trovate nell'abitazione o indicate nel corso dell'interrogatorio. La Procura dovrebbe conferire nei prossimi giorni l'incarico al medico legale per l'autopsia. Saranno soprattutto l'esame autoptico e gli esami tossicologici a stabilire se la morte sia stata provocata da un'overdose e, in quel caso, quali sostanze abbiano determinato l'intossicazione.
Il rischio legato al fentanyl
Sul caso si innesta anche una questione più ampia legata alla diffusione e all'uso improprio degli oppioidi sintetici. Il fentanyl è una sostanza estremamente potente e il suo possibile ingresso nel mercato illegale delle droghe è da tempo oggetto di attenzione da parte delle autorità sanitarie italiane.
Il Ministero della Salute ha rafforzato negli ultimi mesi le attività di sorveglianza sul fentanyl e sugli altri oppioidi sintetici, intervenendo anche sul fronte dei controlli relativi ai farmaci che lo contengono. Nel 2026 sono state inoltre inserite nelle tabelle delle sostanze stupefacenti nuove classi di oppioidi sintetici, tra cui i nitazeni, proprio alla luce dei rischi connessi alla loro elevata potenza. Nel caso della 31enne, tuttavia, non è ancora possibile stabilire se il fentanyl abbia avuto un ruolo nel decesso. Il riferimento alla sostanza emerge dal racconto fornito dal giovane agli investigatori e dovrà essere confrontato con gli accertamenti di laboratorio.
L'indagine prosegue quindi su più fronti: dall'analisi delle sostanze sequestrate all'esame dei telefoni, fino agli accertamenti medico-legali che dovranno fornire la risposta più importante, quella sulle cause della morte.
Fonte: MessinaToday