Il punto.
10 agosto 2026 alle 00:24
I nuovi Winks, Romano e Fazzini sul pezzo Mendy e Trepy provano a rubare la scenaIntanto, c’è una traccia, chiara, evidente, coerente. C’è una linea di condotta tattica, mirata, equilibrata. E ci sono già dei punti di riferimento tecnici (consolidati) aspettando l’inserimento di Maldini e Carlos davanti, oltre a quello in difesa di Mina appena rientrato dalla Colombia dopo il supplemento di vacanza post Mondiali (già vederlo a bordo campo, sabato sera, incitare i compagni, è stato rassicurante). Il Cagliari c’è, insomma. Il Trofeo Gigi Riva - al di là dell’aspetto emotivo nel ricordo del Mito e al netto della vittoria strappata solo ai rigori - ha dato indicazioni interessanti nell’evoluzione di una squadra che si è dovuta riciclare in corsa, almeno in parte, dopo lo strappo con Esposito e le risposte, più o meno positive, di determinati giocatori che erano sotto esame, sino all’altro ieri, appunto. La partita con il Nizza è stata una sorta di prova generale in vista del debutto ufficiale stagionale, venerdì in Coppa Italia, sempre alla Domus, contro l’Arezzo che ha eliminato ieri l’Union Brescia nel turno preliminare.
Bene i nuovi
Sarà anche quest’anno un Cagliari camaleontico, che cambia pelle tra una fase e l’altra e in base alle caratteristiche dell’avversario o alle esigenze della partita. Sì è visto sul campo contro i francesi, poi lo stesso allenatore Pisacane ha tenuto a precisarlo in conferenza stampa. Nel segno del doppio mediano attorno al quale si sviluppa la manovra, sia in entrata che in uscita. L’impatto di Winks è andato oltre le aspettative, bravo nel dettare i tempi, impeccabile nella gestione durante l’interdizione. Solido, reattivo, protettivo. Sembra far parte di questo gruppo da sempre. Gli stessi Romano e Fazzini si sono inseriti mettendo subito sul piatto quello che possono dare per alzare il livello. Soprattutto l’ex viola ha una marcia in più e quell’imprevedibilità che spiazza e spacca negli ultimi trenta metri.
Che coppia!
Buona la prima alla Domus per gli ultimi arrivati, insomma. Non sono nuovi, ma è un po’ come se lo fossero, Mendy e Trepy, che dalla Germania in poi sembrano aver cambiato passo e mentalità. Insieme girano e divertono. Tra i due c’è un feeling pazzesco, sono in crescita, in particolare il francese che si sta prendendo con slancio, freschezza e spensieratezza quello spazio lasciato da Esposito in attesa che si creino nuovi equilibri in attacco con gli inserimenti di Maldini e Carlos. Al contrario, se il secondo tempo poteva rappresentare una sorta di esame per Kingstone, non è andata benissimo. Il bomber zambiano - reduce da una stagione scoppiettante nella massima serie austriaca - ha avuto diverse occasioni, una in particolare, per lasciare il segno, ma non ha avuto la lucidità per sfruttarle al meglio. Avrà una nuova chance?
La metamorfosi
Prosegue, invece, la metamorfosi di Deiola al fianco di Rodríguez (la certezza, forse, tra le certezze) nel cuore della difesa. Lo spirito di sacrificio e il senso di abnegazione, indubbiamente, lo sostengono. Conosceva poi le tempistiche e i movimenti avendo svolto spesso quel ruolo, già lo scorso anno con Pisacane e prima ancora all’inizio del suo percorso nelle giovanili rossoblù. Ci sono alcuni frangenti in cui ragiona ancora da centrocampista, come è normale che sia. La strada è quella giusta, però. Lo è stata dal primo giorno quella di Caprile, il vero top player rossoblù.
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