Squirrel Flower – Say A Prayer To The Gods Of Getting Going

Quinta prova sulla lunga distanza per Ella Williams ovvero Squirrel Flower, che arriva dopo quasi tre anni dal precedente, “Tomorrow’s Fire“.

Il disco è stato registrato in Wisconsin insieme ai co-produttori Seth Engel e Jack Henry e completato in North Carolina da Alex Farrar (MJ Lenderman, Wednesday, Waxahatchee), che si è occupato anche del mixing.

Credit: Alexa Viscius

Per molti versi “Say a Prayer to the Gods of Getting Going” parla di sé stessò, del processo della sua creazione lungo il viaggio. Ciò non significa che “Say a Prayer” sia un diario di viaggio. È piuttosto una testimonianza agrodolce di esplorazione e padronanza di sé, di desiderio e di riflessione. Di una personalità vivida, è come una serie di album abbandonati pieni di cimeli, raccolti ai margini di un’autostrada polverosa da una donna della strada nel corso di decenni, ammucchiati in una scatola da archivio nel capanno del cortile, protetti a malapena da un monsone del deserto. Con le esperienze passate raccontate con amore, il futuro rimane aperto per la Williams, che spera in un segno che la aiuti a capire quando mettersi in viaggio e quando restare ferma.

Diciamolo subito, in questo caso la traccia che apre l’album, qui la title-track “Say A Prayer To The Gods Of Getting Going”, a livello sonoro non rappresenta del tutto ciò che sentiremo nei prossimi trentacinque minuti: se la strumentazione, disegnata con rumorose chitarre, puo’ portare magari verso territori che rasentano lo shoegaze, la voce di Ella è, invece, qualcosa di angelico ed estremamente delicato, capace come sempre di donare grandi emozioni a chi ascolta. Tutto questo è bilanciato molto bene e le cose funzionano comunque fin da subito.

Basta fare un paio di passi avanti per trovare “Not Me”, uno dei singoli che hanno anticipato questa release, e ritrovarci in mezzo a un panorama che tende, invece, verso il country-folk, con tonalità molto più spaziose e luminose, a cui più avanti si aggiungono in seguito ancora sei corde rumorose, ma senza toccare la gentilezza dei vocals della Williams.

Se “Helicopters” probabilmente è il pezzo più pesante a livello di strumentazione di questo LP, pur lasciando permeare la grande passione presente nella voce di Squirrel Flower, “Fought A Hornet”, invece, ci fa innamorare per quella sua atmosfera solenne, così confortante e ricca di intimità.

Anche “Reelin” preferisce la delicatezza al rumore, spostandosi sempre verso terreni folk con tanto di fisarmonica, mentre la successiva “Foot Thick Ice” passa più volte dai toni morbidi a sei corde alt-rock fuzzy e rumorose nel giro di poco più di tre minuti, donando comunque ottime sensazioni.

Come dicevamo poco fa, Ella non ha paura di variare l’umore sonoro delle sue canzoni e con questo “Say A Prayer To The Gods Of Getting Going” ci porta un altro album solido, fresco, intimo ed emotivo allo stesso tempo. Sempre una delizia ascoltare la sua musica!