Stimolare il collagene con i filler di acido polilattico

Da quando la medicina estetica si è votata alla rigenerazione, le procedure che puntano a migliorare la qualità della pelle prima ancora che a modificarne l'aspetto sono diventate il nuovo target d'interesse. Non solo filler riempitivi e botox correttivi, ma veri e propri approcci che guardano alla stimolazione del derma e delle sue componenti essenziali, com'è il filler di acido polilattico, un trattamento sempre più popolare e apprezzato per la sua capacità di unire l'azione volumizzante degli iniettabili classici a quella pro-collagene, che ringiovanisce attivamente i tessuti.


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Cos'è l'acido polilattico e cosa fa sul viso?

Noto commercialmente con il nome di Sculptra, l'acido polilattico è fondamentalmente un polimero dell'acido lattico ottenuto per sintesi chimica biocompatibile, immunologicamente neutro e bioriassorbibile. Queste caratteristiche lo rendono sicuro e generalmente privo di controindicazioni sulla pelle, su cui interviene per mezzo di iniezioni per stimolare l'attività dei fibroblasti, le cellule responsabili di favorire la sintesi di nuovo collagene.

acido polilattico viso filler come funziona controindicazioni

Matteo Valle//LAUNCHMETRICS SPOTLIGHT

Una volta introdotte, le microparticelle di acido polilattico inducono una risposta infiammatoria che scompone l'attivo in monomeri di acido lattico mentre provoca la formazione di tessuto connettivo fibroso attorno a questi corpi estranei, producendo proteine strutturali essenziali per la densità e l'ispessimento tissutale caratteristici di una pelle giovane. Nel tempo, queste si riassorbono progressivamente per effetto dell'idrolisi e della solubilizzazione, annullando la presenza dell'acido polilattico nell'arco di circa sei mesi; a restare, naturalmente, è il collagene prodotto.

Filler di acido polilattico, che differenze ci sono col filler classico?

Trattandosi di una procedura biorigenerativa, quella a base di acido polilattico si distingue dal classico filler a base di acido ialuronico per i tempi e il modo in cui interviene nello strato sub-dermico. A differenza di quest'ultimo, infatti, il filler di acido polilattico non assicura un riempimento dei volumi immediato, ma richiede diverse settimane per portare miglioramenti in fatto di compattezza, luminosità, tono e pienezza dei lineamenti e del loro contorno.

Attivando la rigenerazione endogena dei tessuti, ringiovanisce in modo molto naturale il viso, riducendo l'aspetto delle rughe, contrastando la lassità cutanea e migliorando visibilmente la texture della pelle su aree che includono zigomi e guance, tempie, mento e contorno mandibolare. Per questo motivo, i suoi benefici, seppure tardino a manifestarsi — un gonfiore iniziale è attribuibile all'edema e al volume stesso della soluzione iniettata —, rimangono per lungo tempo, da uno a due anni, facendo di questa tipologia di iniezioni un vero e proprio skin booster a supporto della longevità epidermica.

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