Strage Crans-Montana, procura Sion apre inchiesta per fuga di notizie

La procura di Sion tenta di mettere un argine all'esposizione mediatica dell'inchiesta sulla strage di Capodanno a Crans-Montana, in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. Lo fa aprendo un'altra indagine: rivolta alle responsabilità non della tragedia di Capodanno, ma delle presunte fughe di notizie relative al procedimento giudiziario principale. E nel mirino finiscono ora gli avvocati di parte civile e i giornalisti. Ma c'è chi ipotizza che le difese stiano preparando il terreno per chiedere poi al giudice del merito una riduzione della pena, giustificandola proprio con l'intensa campagna giornalistica e con l'odio popolare generatosi a carico degli imputati. Lo consentirebbe un'ampia giurisprudenza riguardante l'articolo 47 del codice penale svizzero sulla commisurazione della pena.

Denunce prevalentemente dai legali degli indagati

 Del nuovo fascicolo, a carico di ignoti - secondo quanto ha appreso l'Ansa - è titolare Laurent Mosching, delegato dalla procuratrice generale aggiunta Catherine Seppey. Vi stanno confluendo diverse denunce e segnalazioni, depositate prevalentemente dagli avvocati degli indagati, che lamentano la diffusione alla stampa di atti e informazioni secretati dalla procura. Tra gli atti trasferiti al procuratore Mosching trova posto anche la denuncia penale dell'Organisation cantonale valaisanne des secours per la divulgazione degli audio delle telefonate giunte al numero del soccorso sanitario nei minuti immediatamente successivi all'incendio. Ma non solo. I legali di alcuni dei principali indagati hanno aperto un nuovo fronte di scontro, inviando alla procura voluminose rassegne stampa per chiedere con urgenza misure per impedire fughe di notizie e per identificarne e sanzionarne gli autori. Secondo loro gli stralci degli interrogatori e i passaggi di alcuni documenti chiave della complicata inchiesta non dovrebbero essere pubblicati sugli organi di informazione, per tutelare l'immagine dei loro assistiti e per evitare di influenzare le autorità giudiziarie e i testimoni, a cui non è consentito l'accesso alle carte.

Al centro dell'attenzione parti civili e giornalisti

Non sarebbero dunque sufficienti le misure sin qui adottate, tra cui il trasferimento securizzato in via telematica dei materiali di indagine e le misure di controllo e sicurezza a cui i legali e le parti civili sono soggetti durante le audizioni, che si svolgono in una blindatissima aula del politecnico di Sion. Tanto che durante un interrogatorio un avvocato è stato addirittura costretto dalla polizia a cancellare una foto, scattata in udienza. Al procuratore impegnato in questo nuovo filone sono stati forniti alcuni rilevanti strumenti investigativi, come i dati della tracciatura postale e i metadati relativi ai trasferimenti elettronici del fascicolo. Al centro dell'attenzione dunque ci sono le parti civili, che hanno accesso ai documenti, ma anche i giornalisti a cui, secondo alcuni firmatari delle segnalazioni, potrebbe essere addirittura contestata la violazione del codice penale svizzero riguardo alla pubblicazione di dibattimenti ufficiali segreti.