Milano – L’ambulanza arriva in via Pier Luigi da Palestrina angolo Doria alle 2.19 di ieri: la studentessa venticinquenne, in trasferta in Italia dalla Scozia per il programma Erasmus, viene accompagnata al centro specializzato della Mangiagalli per essere visitata e per affrontare il percorso di assistenza psicologica riservato alle vittime di violenza. Sì, perché nei minuti precedenti la giovane britannica ha accusato un coetaneo russo di aver abusato di lei nell’appartamento in cui lui vive in affitto a due passi da piazzale Loreto.
Un’accusa che, dopo le dimissioni dalla clinica senza prognosi, formalizzerà anche nella denuncia ai carabinieri del Nucleo Radiomobile, che a loro volta, d’intesa con il pm di turno, indagheranno a piede libero l’universitario, residente in provincia di Ravenna e iscritto in un ateneo milanese. Al netto dell’esito degli accertamenti ancora in corso degli investigatori dell’Arma, la storia inizia nei giorni scorsi, quando la ragazza entra in contatto con il russo sull’app per incontri Tinder: i due si scambiano messaggi per approfondire la conoscenza e poi decidono di incontrarsi di persona.
L’appuntamento e i fatti
L’appuntamento va in scena sabato sera in un locale. Quindi la scozzese accetta l’invito del coetaneo e lo segue nella sua abitazione. Lì, però, stando alla sua descrizione dei fatti, viene costretta a subire atti sessuali contro la sua volontà. Così, attorno alle 2, riesce a uscire di casa con una scusa, scende in strada e chiede aiuto alle poche persone ancora in giro a quell’ora. Pochi minuti dopo, parte la telefonata agli operatori della centrale di via Moscova, che inviano in via da Palestrina gli equipaggi del pronto intervento per ricostruire l’accaduto.
La denuncia e le indagini
Dopo gli esami medici alla Mangiagalli, la venticinquenne decide di sporgere querela nei confronti del russo, nel frattempo identificato dai militari all’interno del suo domicilio. In mattinata, l’universitario, incensurato, viene formalmente denunciato per violenza sessuale, con attivazione della procedura del codice rosso. Con ogni probabilità, la ragazza verrà risentita nei prossimi giorni per cristallizzare meglio ricordi e particolari non verbalizzati nelle ore immediatamente successive allo choc per il presunto stupro: in particolare, l’indagine si potrebbe concentrare su quello che è successo nel corso dell’intera serata e sui messaggi che i due si sono scritti, nonché sulle immagini registrate dalle telecamere.
D’altro canto, gli investigatori dovranno pure raccogliere la versione del russo, che potrebbe smentire chi lo sta accusando, sostenendo di non aver mai percepito la contrarietà della scozzese al rapporto. In quel caso, la questione si sposterebbe ancora una volta sul tema cruciale del consenso, già emerso in diversi casi del recentissimo passato.
Il precedente della notte di Ferragosto
L’ultimo in ordine di tempo ha riguardato l’inchiesta sui fatti della notte di Ferragosto nel retrò del privè della discoteca Hollywood: il pr Elmanan Hassan, finito ai domiciliari con l’accusa di aver abusato di una diciannovenne conosciuta nel club di corso Como, si è difeso davanti al gip spiegando che la ragazza era lucida e consenziente. Per la Procura, invece, il trentottenne avrebbe approfittato dello stato di ubriachezza della giovane, ignorando i “no” a più riprese che lei avrebbe pronunciato chiaramente dopo i primi baci consensuali scambiati tra la console e il bancone del bar.