Cinque giorni dedicati a IA, lavoro da remoto, trasformazione dei territori, nuove comunità e possibili orizzonti futuri: dal 13 al 17 ottobre torna in Sulcis "Adomu", il Digital Nomad Summit & Electronic Music Fest, con una seconda edizione in movimento tra Sant'Antioco e Iglesias con masterclass, esperienze nel territorio e una data conclusiva sulle note della musica elettronica. Realizzato con il contributo di Regione, Comune di Sant'Antioco e Fondazione di Sardegna, il festival curato dall'associazione Parallel Coast ha goduto anche del patrocinio e della collaborazione dei Comuni di Iglesias e Calasetta.
Ospitando per quasi una settimana nomadi digitali, imprenditori, professionisti, ricercatori, creativi e innovatori da tutto il mondo, l'annata 2026 viene celebrata nel tema di "Reclaiming Your Time – The Human Side of AI": una riflessione su come l'intelligenza artificiale, automatizzando parte del lavoro, possa restituire all'umano ciò che non può automatizzare, ossia relazioni, creatività, benessere, comunità e libertà di scegliere maggior qualità esistenziale e professionale. Che non potrebbe arrivare con miglior tempismo, data l'attuale fase di terremoto nel mercato del lavoro, con il Future of Jobs Report 2025 del Forum Economico Globale ha stimato che entro il 2030 a fronte di nuovi 170 milioni di posti di lavoro creati ne saranno persi 92 milioni, con un saldo netto inferiore a questi. Quasi il quaranta percento delle competenze richieste sono dunque destinate a cambiare, indicando nel divario delle stesse il principale ostacolo per preparare le imprese a un avvenire dietro l'angolo.
Dopo l'apertura di martedì 13 a Sant'Antioco, con brindisi inaugurale e dj-set al Baia Marina del Lungomare Silvio Olla per le 19, fa seguito la giornata di mercoledì 14 con esperienze sul territorio tra la cittadina dell'Arcipelago e la frazione iglesiente di Monteponi, che a partire dalle 10 offre in una sola giornata visite a musei e siti archeologici, escursioni naturali, degustazioni nelle cantine, incontri gastronomici e d'artigianato locale, con il Museo Archeologico Barreca come punto d'incontro.
Giovedì 15 si apre invece il Summit proprio al Mab, preceduto dalla sessione di mindfulness sul Lungomare alle 8 e dalle ultime registrazioni, con gli interventi della durata di mezz'ora, detti keynote, dei numerosi ospiti. Alle 9:30 aprono le danze Domenico Pinto di Work Futurist e Great Shift, con "L’essere umano × AI: cosa accade quando tutto si amplifica?", e Hannah Dixon di Digital Nomad Kit e Rainbow Remote, sul tema "Progettare il futuro in un mondo in continua evoluzione", seguiti dal coffee break delle 10:30, che lascia poi spazio a Federico Violante di Great Shift, con "Strade? Dove stiamo andando, non abbiamo bisogno di strade.", e Armela Vogli di DigiObs, per "Il viaggio verso il cambiamento: da consulente locale al lavoro da remoto, fino all’AI", chiudendo con Dan Duma di Cloudcap.fun in "Cosa resta agli esseri umani nell'era dell'intelligenza a basso costo?". Alle 18 è prevista la passeggiata guidata di "Sant’Antioco attraverso gli occhi di chi la vive" con ritrovo in piazza Italia, che termina poi al Birrificio Rubiu, in un incontro con il mastro birraio e la cena di networking.
La giornata di venerdì 16 si apre anch'essa con "Adomu Mind Session" alle 8, passando per le 9:30 ai primi keynote del mattino: esordisce Gonçalo Hall di NomadX, con l'ideatore del Digital Nomad Village di Madeira impegnato in "La sfida globale per attrarre talenti: perché alcuni territori emergono e altri diventano invisibili", a cui succedono poi Cara Laban di TravelReddi per "Il viaggio che è diventato un prodotto: cosa può realizzare in 90 giorni un nomade senza competenze tecniche" e Piotr Ciepiel di MiFit per "Riprenditi la tua energia prima di riprenderti il tuo tempo". L'ultimo intervento è affidato a Juan Barbed di Rooral.co, con "Creare connessioni da mondi opposti", prima del panel finale con protagonisti Pinto, Hall, Duma e Dixon sul triangolo "Nomadism × AI × Entrepreneurship". Andando direttamente alle 17, l'escursione tra le Saline di Sant'Antioco conduce i visitatori sulle tracce dell'antica lavorazione del sale e della nutrita popolazione di fenicotteri, prima di concludersi in città alle 20 con i sapori tradizionali.
Il finale di sabato 17 è interamente dedicato all'Adomu Electronic Music Fest, che dalle 18 alle 2 va ad animare il cortile del Mab, portando in scena l'ospite internazionale Jen Cardini, francese di stanza a Lisbona e da oltre tre decenni riferimento per la scena house e techno europea, a cui aggiunge sonorità dark italo disco e coldwave. Al suo fianco il dj-producer dal tocco melodico Carlo Whale, la sarda Mauracy con il suo repertorio hip hop e minimal e infine i selector conterranei Sheldon e Raffaele Sanna, con la partecipazione del collettivo elettronico Homeless. In parallelo, anche il mercatino vintage e il video-mapping a cura dell'artista Im Let.
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