13 agosto 2026, 08:19
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TORINO - L’attendismo delle ultime ore sul fronte Suzuki? Questione di un sì, lato giocatore, ancora da trovare, oltre a un pizzico di comprensibile scaramanzia, alla luce di un match che - nella peggiore delle ipotesi - avrebbe potuto cambiare drasticamente le carte in tavola. Sì, perché nella giornata di ieri, mentre Juve e Psg sistemavano gli ultimi dettagli per il prestito secco di Zion Suzuki, la squadra di Luis Enrique si preparava a scendere in campo a Salisburgo per la finale di Supercoppa Europea contro l’Aston Villa.
Suzuki-Juve, via libera
Un impegno delicato che ha spinto i parigini a posporne l’ufficialità. Il timore - squisitamente tattico - era legato a un eventuale contrattempo tra i pali: nell’ipotesi sciagurata di un infortunio di uno tra Safonov e Chevalier nel corso dei novanta minuti con i Villans, la dirigenza francese si sarebbe trovata costretta a congelare la cessione per trattenere Suzuki alla base come paracadute d’emergenza. Allarme rientrato, in ogni caso, con la macchina diplomatica nuovamente in moto e a pieni giri. È solo più questione di ore perché i francesi annuncino tramite i propri canali ufficiali l’acquisto di Suzuki dal Parma per 36 milioni, bonus compresi, con il ragazzo che farà tappa tra oggi e domani a Parigi per svolgere le visite mediche.
La formula per Suzuki
L’intesa tra Juve e Psg? Totale, in virtù degli ultimi colloqui, decisivi per tracciare a quattro mani i contorni dell’affare. Vale per il pagamento dell’ingaggio del portiere giapponese, che dovrebbe essere ripartito equamente tra i due club, come per la “famosa” percentuale che il Psg verserà alla Juventus per la valorizzazione tecnica del ragazzo. Tutti dettagli su cui le rispettive dirigenze - in realtà - avevano già discusso alla fine della scorsa settimana. L’ultimo ostacolo, infatti, coincideva perlopiù col trovare l’ok del giocatore. Nulla di complicato, dal momento che Suzuki è stato catechizzato più volte dai parigini sul suo potenziale ruolo nella rosa di Luis Enrique per la stagione a venire: quello di comprimario. Niente di più che una semplice alternativa a Safonov. Questione di gerarchie e di uno status ancora da consolidare prima di poter ereditare la porta parigina. Terreno fertile per la Juve, chiarissima fin dal primo giorno con l’entourage del giapponese in merito al suo impiego tra i pali. Da qui, l’adesione totale di Suzuki al progetto bianconero, maturata nella giornata di ieri.
Quando arriva a Torino
Una volta completato l’iter burocratico con i parigini, nel fine settimana il giapponese partirà alla volta di Torino, in direzione J-Medical, per ultimare gli accertamenti e apporre la firma sul contratto che lo legherà ai bianconeri fino al prossimo giugno. Nessuna clausola per il diritto di riscatto. E alla Juve, in fondo, va bene così. Le ragioni? Molteplici, a cominciare dal risicatissimo margine di manovra sul mercato e dall’urgenza impellente di colmare - oltre al portiere - le restanti lacune della rosa: il centrale di piede mancino, il centrocampista box to box, la punta fisica e, se ve ne saranno gli estremi, pure il terzino sinistro. Per non parlare dello scarso rapporto qualità-prezzo per ciò che concerne le restanti alternative sul mercato. Trubin piace moltissimo alla dirigenza bianconera, ma per strapparlo al Benfica servono almeno una quarantina di milioni. Discorso simile per Atubolu, per il quale il Friburgo - al netto dell’imminente scadenza contrattuale - non indietreggia di un millimetro. Fino ad arrivare a Guglielmo Vicario, rilevabile in prestito con diritto di riscatto dal Tottenham, ma che continua a non convincere appieno Spalletti. Ecco perché la scelta della Juve suona estremamente logica: blindare subito una delle opzioni più solide sulla piazza, rimandando il grande investimento tra i pali quando il quadro, sulla carta, sarà ben diverso. Con i proventi della Champions in tasca e una rosa che non necessiterà più di essere rifondata da cima a fondo, i bianconeri potranno muoversi con ben altro margine e puntare dritto a obiettivi ad oggi inavvicinabili: da Alisson, che andrà a scadenza con il Liverpool, fino a Svilar, Carnesecchi e Maignan. Primissime scelte, insomma, e non “ripieghi” da strapagare.
TORINO - L’attendismo delle ultime ore sul fronte Suzuki? Questione di un sì, lato giocatore, ancora da trovare, oltre a un pizzico di comprensibile scaramanzia, alla luce di un match che - nella peggiore delle ipotesi - avrebbe potuto cambiare drasticamente le carte in tavola. Sì, perché nella giornata di ieri, mentre Juve e Psg sistemavano gli ultimi dettagli per il prestito secco di Zion Suzuki, la squadra di Luis Enrique si preparava a scendere in campo a Salisburgo per la finale di Supercoppa Europea contro l’Aston Villa.
Suzuki-Juve, via libera
Un impegno delicato che ha spinto i parigini a posporne l’ufficialità. Il timore - squisitamente tattico - era legato a un eventuale contrattempo tra i pali: nell’ipotesi sciagurata di un infortunio di uno tra Safonov e Chevalier nel corso dei novanta minuti con i Villans, la dirigenza francese si sarebbe trovata costretta a congelare la cessione per trattenere Suzuki alla base come paracadute d’emergenza. Allarme rientrato, in ogni caso, con la macchina diplomatica nuovamente in moto e a pieni giri. È solo più questione di ore perché i francesi annuncino tramite i propri canali ufficiali l’acquisto di Suzuki dal Parma per 36 milioni, bonus compresi, con il ragazzo che farà tappa tra oggi e domani a Parigi per svolgere le visite mediche.