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- Tedesco dialoga con i baby-tifosi del Bologna tra consigli e battute: “Daremo il massimo per farvi felici”
Consueta iniziativa serale al ritiro, sotto la pioggia battente: “I tortellini? Li ho mangiati in brodo e... wow!. Lollo è un po’ il nostro Mike Bongiorno. Ho scelto Bologna perché siete un pubblico con tanta passione”

L’iniziativa con i baby-tifosi organizzata ieri in piazza Casa della Cultura, a Valles: il primo bagno di folla per Tedesco

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Valles (Bolzano), 16 luglio 2026 – I bambini sono la voce della verità. Ed è per questo che la serata con i baby tifosi a Valles è sempre la più temuta dagli allenatori del Bologna. Adesso lo sa anche Domenico Tedesco, stasera oggetto della curiosità senza filtro della piccola delegazione rossoblù, in piazza Casa della cultura, che da tradizione ha ospitato l’appuntamento, condotto dal giornalista Filippo Cotti (e trasmesso su Trc).
Nemmeno il tempo di far scaldare il nuovo allenatore che piomba sul palco la Domanda con la maiuscola, il tormentone dell’estate: chi non vorresti che venisse ceduto dei tuoi giocatori? “Bella questa, eh…”, risponde Tedesco e con un po’ di costruzione dialettica dal basso, esce fuori dalla marcatura stretta, con buona pace di mamme e papà in platea che speravano in una conferma pubblica di Rowe o di Castro. Ma il mercato è lungo e imprevedibile. Come il cielo di Valles che, puntualmente, presenta il conto: inizia a piovere forte, col pubblico che si rifugia sotto le tettoie. I bambini non fanno una piega e continuano.
Si scende sul tecnico: con che modulo giocherai? “Un modulo sicuramente con la difesa a quattro. Il resto vedremo”. E ancora: cosa ti ha convinto a scegliere Bologna? “La passione dei tifosi. Venendo qui ho raggiunto un mio grande obiettivo che era allenare in serie A”. Gli viene chiesto quale giocatore che fin qui abbia colpito di più il nuovo allenatore: “Sono tanti quelli che mi stanno sorprendendo, anche perché non li conoscevo. Posso dire che ne abbiamo tanti forti”. Ma un altro bimbo insiste e allora Tedesco gli dà un nome: “Se devo dirne uno, dico Lollo: lui gestisce tutto, è un po’ il nostro Mike Bongiorno”.
Tra una domanda sui tortellini (“anche se li ho mangiati in estate, quelli in brodo mi hanno fatto dire ‘wow’... non con la panna”) e una sui superpoteri (“se fosse possibile, scegliere di poter guardare nel futuro”), il microfono torna ancora sulla famigerata domanda: chi non vorresti che fosse mai ceduto? E anche qui il tecnico si gioca il jolly: “Se proprio insistete, dico ancora Lollo”. C’è spazio anche per una piccola lezione di vita, con un similitudine che suona familiare ai piccoli supporter: “Dobbiamo allenarci tanto, come a scuola: se non studi a casa, non sei preparato”.
I bambini amano ricevere promesse, perché spesso significano regali. E allora: cosa prometti a noi tifosi? “Che daremo il massimo per farvi felici: secondo me vi siete divertiti tantissimo a fare le coppe. Anch’io ho giocato la Champions e l’Europa League e devo dire che mi è piaciuto molto”.
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