Il conflitto
17 luglio 2026 alle 00:33
Libano, si ipotizza di utilizzare i militari italiani per monitorare il ritiro di IsraeleWashington. Il conflitto in Iran è sempre più lontano da una soluzione e rischia di allargarsi ancora. Teheran ha chiesto ai suoi alleati in Yemen, gli Houthi, di tenersi pronti a bloccare la rotta petrolifera del Mar Rosso qualora, come minacciato da Donald Trump, gli Stati Uniti dovessero attaccare le infrastrutture energetiche iraniane. Peraltro, gli Usa hanno lanciato alle 20 di ieri sera una nuova ondata di attacchi contro l’Iran. I ribelli Houthi, hanno, a loro volta, avvertito l’Arabia Saudita che sono pronti a colpire le sue infrastrutture energetiche.
Tensione alle stelle
Il momento di distensione tra Washington e Teheran dovuto alla liberazione di una donna irano-americana fermata nel dicembre del 2024 è durato il tempo di un post. Il tycoon ha annunciato su Truth il rilascio di Dena Karari, arrestata con l’accusa di spionaggio e collaborazione con uno Stato ostile, ed ha espresso il suo apprezzamento all’Iran «per questo gesto di buona volontà». Poco dopo il comando centrale americano ha dichiarato in un altro post su X di aver colpito centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e di droni, nonché strutture di sorveglianza costiera, «al fine di ridurre la capacità dell’Iran di minacciare i marittimi innocenti che prestano servizio a bordo di navi in transito nello stretto di Hormuz».
Gli sviluppi
Lo sviluppo più preoccupante è però il possibile blocco del canale di Suez. L’idea è stata discussa dalla leadership della Repubblica Islamica che ha poi trasmesso il messaggio agli Houthi. Una fonte vicina ai ribelli in Yemen ha affermato che il gruppo ha già completato i preparativi per attaccare le navi mercantili schierando missili e droni vicino allo stretto di Bab el-Mandeb, la porta d’accesso al Mar Rosso, sugli altipiani yemeniti che sovrastano Hodeidah e il Golfo di Aden, e che era in attesa dell’ordine di iniziare. Sempre secondo una fonte vicina agli Houthi, saranno i rappresentanti dei Pasdaran presenti in Yemen a decidere quando chiudere Bab el-Mandeb. Una mossa destinata ad esacerbare la crisi energetica innescata dalla chiusura da Hormuz, bloccando simultaneamente le due principali rotte di esportazione del petrolio dal Medio Oriente.
Il Libano
Durante i colloqui tra Israele e Libano che si sono tenuti in settimana a Roma, i mediatori hanno proposto di schierare soldati italiani per monitorare il disarmo e lo smantellamento delle infrastrutture di Hezbollah nelle aree pilota del sud del Paese dei cedri, da dove è previsto che inizi il ritiro dell’Idf e il dispiegamento dell’esercito libanese. Lo svela il quotidiano israeliano Yedioth Ahronot citando “fonti di sicurezza”. Secondo il giornale, la proposta «è al vaglio delle parti» ed è emersa dopo che Israele e gli Usa hanno escluso che della supervisione si occupi l’Unifil.
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