Durante i controlli effettuati oggi pomeriggio, a Pordenone, da carabinieri e polizia locale.
Un pomeriggio di controlli a tappeto, nato per dare un segnale forte e restituire sicurezza alle zone più calde della città. Oggi pomeriggio i carabinieri hanno passato al setaccio le aree più critiche di Pordenone in un’operazione congiunta condotta insieme alla Polizia Locale e con il supporto fondamentale delle unità cinofile giunte da Torreglia.
Il blitz è iniziato dal parco Galvani ed è proseguito in Largo San Giorgio, uno dei punti su cui si era concentrata la massima attenzione dopo che, proprio nei giorni scorsi, la zona era stata teatro di una violenta rissa che si era poi spostata al terminal dei bus. Qui i carabinieri sono intervenuti per identificare e allontanare vari gruppi di persone, imbattendosi in due giovani stranieri in evidente stato di alterazione alcolica. Alla vista delle divise la situazione si è subito scaldata: i due, visibilmente ubriachi, hanno opposto resistenza e sono stati bloccati dai militari per poi essere accompagnati in caserma. Uno dei due ha persino minacciato di voler avvelenare Keila, il cane dell’unità cinofila della Polizia Locale, sguinzagliato con l’obiettivo di scovare stupefacenti nascosti tra la vegetazione. Durante le attività di controllo, i militari hanno inoltre sequestrato una pesante catena uscita dai pantaloni di uno dei due giovani portati in caserma.
L’operazione ad alto impatto non si è limitata al centro. Gli equipaggi si sono poi spostati in Piazza Risorgimento, altro snodo delicato per la vivibilità cittadina, proseguendo il pattugliamento nell’area dei Laghetti San Giorgio. Proprio lungo le sponde dell’invaso i carabinieri hanno rintracciato e fermato un altro giovane che, una volta in caserma, è stato sottoposto ad una serie di accertamenti sulla sua posizione. L’intervento di oggi conferma la linea dura intrapresa per arginare episodi di degrado e restituire tranquillità alle zone più esposte di Pordenone.