L'estate della capitale ritrova la sponda sinistra del Tevere sotto una veste del tutto rinnovata, trasformando quello che in passato era solo un lido temporaneo in uno spazio verde accessibile tutto l'anno a due passi da ponte Marconi

Il nuovo Tiberis (foto Comune di Roma)

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La geografia capitolina si arricchisce con un nuovo polmone verde dedicato alla vita all'aria aperta. L'area di circa 2 ettari situata sulla riva sinistra del fiume, vicina a ponte Marconi, abbandona la vecchia veste di stabilimento balneare estivo temporaneo per trasformarsi nell'ottavo parco fluviale della città. L'opera di Tiberis, sostenuta con un investimento di 1,18 milioni di euro provenienti direttamente dal bilancio romano, ha richiesto interventi approfonditi per restituire dignità a quest'angolo della città.
Un'opera imponente di bonifica ha ripulito oltre 11.400 metri quadrati invasi da vegetazione infestante, spianando la strada alla piantumazione di 101 alberi, suddivisi tra cercis, frassini, bagolari e platani. La nuova architettura botanica, curata con il supporto scientifico dei docenti dell'Università Roma Tre, comprende pure 1430 arbusti e 630 esemplari di specie palustri e acquatiche, uniti alla rigenerazione di 5.400 metri quadrati di manto erboso indispensabili per stabilizzare le sponde. Particolarmente suggestivo risulta la rinascita dello storico boschetto di tamerici, affiancato da un bacino d'acqua articolato in 10 vasche differenti.
Dalla tradizione delle piazze d'acqua romane alle vasche estive
L'elemento architettonico più sorprendente del parco prende forma in una grande vasca allagabile lunga 30 metri e larga 9 metri, profonda appena 40 centimetri. Questa struttura riprende l'antica usanza barocca di allagare le piazze cittadine per regalare sollievo ai residenti durante le giornate più calde. Nella stagione calda la vasca diventa un bacino dove rinfrescarsi, mentre nei mesi freddi cambia funzione, mutandosi in una platea ribassata adatta ad accogliere spettacoli, concerti e raduni di quartiere.
I camminamenti interni adottano superfici drenanti ecologiche, collegate a una piattaforma in listoni di legno di 200 metri quadrati dotata di nebulizzatori. L'acqua impiegata negli spruzzi refrigeranti arriva dal ricircolo delle storiche fontanelle in ghisa tipiche del panorama romano, i celebri nasoni, raccordate a un moderno impianto idrico.
Attività sportive, archeologia e sostenibilità lungo le sponde
La vita sportiva trova il suo punto di riferimento nella ristrutturazione completa dei 2 campi dedicati al beach volley e del campo riservato alle bocce. La gestione ecologica dell'intera infrastruttura passa attraverso un sistema naturale di fitodepurazione, ideato per trattare le acque piovane di dilavamento e il troppo pieno delle vasche di raccolta. Questo filtro ecologico sfrutta le proprietà biologiche delle canne di Arundo donax insieme a piante di Sambucus nigra, riducendo a zero l'impatto ambientale delle scarico fluviale.
Le fasi di scavo hanno pure regalato una sorpresa storica: l'affioramento delle fondamenta in muratura di un antico edificio di epoca romana. Si tratta di una scoperta archeologica che ha richiesto un rallentamento nei lavori di cantiere per permettere la catalogazione dei resti, arricchendo il valore culturale del luogo.
Servizi dedicati al tempo libero e orari di apertura
La struttura accoglie i frequentatori offrendo solarium con lettini, ombrelloni, docce all'aperto, una zona recintata riservata ai cani e servizi igienici curati. Un punto ristoro coperto garantisce ristoro e bevande fresche durante le ore centrali della giornata.
Il parco resta aperto al pubblico tutti i giorni con orario continuato dalle 8 alle 22, posizionandosi all'interno di una rete strategica che comprende già gli spazi verdi fluviali di Ponte Milvio, Foro Italico, Prati dell'Acqua Acetosa, Lungotevere delle Navi, Ostia Antica, Marconi e Magliana.
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