L'odio social non si ferma davanti a nulla. Neppure di fronte alla malattia. È un fiume in piena di insulti, offese, commenti sessisti e misogini quello che ha travolto Roberta Vallacchi, consigliera regionale lombarda 'colpevole' agli occhi degli hater di avere presentato la Festa dell'Unità di Lodi, e il dibattitto dedicato agli 80 anni dal voto alle donne che venerdì sera l'ha aperta, con in testa il foulard indossato da quando ha cominciato a perdere i capelli perché in cura per un tumore.
"Toglitelo, fai schifo", le hanno scritto sui social scatenando la solidarietà bipartisan della politica e una ondata di affetto che ha compensato, almeno in parte, l'amarezza per quello che è stata costretta a leggere.
La risposta della consigliera
"Penso sia grave quanto accaduto perché diretto a uno stato di malattia che nulla ha a che fare con la politica e rompe quella rete di solidarietà e compassione che, in maniera trasversale, dovrebbe essere intrinseca alla comunità. La buona notizia è che sto ricevendo moltissimi messaggi di solidarietà da persone indignate e questo dimostra il tanto di buono che c'è nella nostra società", commenta l'esponente dem, secondo cui "i social offrono il luogo ideale a chi vuole lanciare insulti nascondendosi. Ma questo non spaventa, anzi, spinge a proseguire nell'impegno per le donne - sottolinea - soprattutto per quelle che si trovano ad affrontare la malattia".
Una solidarietà trasversale
"Quei commenti dimostrano quanto sia ancora radicata una cultura maschilista che reagisce con aggressività quando le donne prendono parola e occupano lo spazio pubblico", è la denuncia del Pd, che esprime "la più ferma condanna" per quanto accaduto.
Parla di un inaccettabile "clima violentissimo creato ad arte" il capogruppo dem a Palazzo Pirelli Pierfrancesco Majorino, che rivolge "un abbraccio alla grande Roberta, collega tostissima più forte del marciume che ci circonda", anche se "è giusto denunciare pubblicamente e non solo". Perché "l'odio non va minimizzato e gli odiatori non vanno compatiti". "Quando il filtro della tastiera garantisce all'ignoranza più becera la copertura dell'anonimato, i risultati sono questi", è il commento del Movimento 5 Stelle, che punta il dito contro "il continuo lisciare il pelo agli estremismi portato avanti da alcune forze politiche".
"La politica non può mai trasformarsi in odio personale, violenza verbale o accanimento, tanto più nei confronti di chi sta affrontando una battaglia così delicata", sottolinea Alessandro Sorte, deputato e segretario regionale di Forza Italia in Lombardia, secondo cui "insultare una persona per il foulard che indossa mentre affronta una malattia supera ogni limite di umanità e decenza".
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