TREVISO - In via Casette a Monigo, zona di piccole abitazioni e villette circondate da giardini e campi, il risveglio di ieri mattina è stato traumatico. A tirare giù dal letto i residenti sono stati i cani da caccia lasciati liberi dai cacciatori che hanno scorrazzato in lungo e in largo, entrando nei giardini, nascondendosi nei capanni degli attrezzi, passando sopra orti o aiuole. «Un disastro - si lamenta Marilena Rosada, voce storica del quartiere - quei cani arrivano qui ed entrano ovunque. Si sentono i fischi dei cacciatori che provano a richiamarli, ma inutilmente. Invadono le nostre proprietà».
“L’invasione”
Tutte scene già viste che, puntualmente, si è ripetono. La caccia non è ancora ufficialmente aperta, ma i cacciatori approfittano del sabato mattina per far correre i cani, addestrarli ai richiami e agli odori della campagna. Il problema nasce quando tra campagna e proprietà private i confini sono labili.
«Questa mattina (ieri ndr) - continua Rosada - quei cani si sono messi a inseguire una lepre, sinceramente non so se l’hanno presa. Ma si sono infilati nei nostri giardini. Purtroppo capita ogni anno. Durante la stagione della caccia, oltre a sentire spari ovunque, ci troviamo i cani letteralmente dentro casa. E’ vero che i cacciatori si difendono dicendo che loro non entrano dove ci sono recinzioni, ma dove non ci sono, passano. La ritengo un’ingiustizia bella e buona: si parla sempre di terreni privati, di casa d’altri. E invece, oltre ai cani, ci vediamo passare anche gente che va in giro armata».
La pazienza dei residenti è ormai esaurita da tempo. Nei prossimi mesi i raid dei cani diventeranno settimanali: «Qui hanno danneggiato orti e giardini. Passano di corsa senza che nessuno riesca fermarli». I residenti hanno anche girato dei video dove si vedono i cani sfrecciare da una parte all’altra, entrare nei giardini e si sentono residenti e cacciatori battibeccare: scene che si ripetono ormai ogni anno.
Abitudine
«Nella stagione di caccia i cani te li ritrovi anche nella stradina di casa, sinceramente non sai cosa aspettarti. Io, quando avevo mia nipote col passeggino, evitavo anche di uscire. E ancora adesso bisogna stare attenti».
Di segnalazioni ne sono state fatte tante, si è parlato del problema anche nelle riunioni del comitato di quartiere. Ma la questione resta irrisolta: «I cacciatori pagano parecchi soldi per poter esercitare la loro attività, il loro sport. Ma non lo fanno in un palazzetto o in uno stadio, ma passando nelle nostre proprietà. E questo non lo riteniamo giusto».