Medio Oriente
Ma cala il traffico a Hormuz: ieri solo 6 navi attraversato lo Stretto; nel periodo prebellico erano circa 130-140. Media, proseguono attacchi e raid Idf in tutta la Cisgiordania
Libano, drone israeliano colpisce ambulanza a Nabatieh
Un drone israeliano avrebbe colpito un'ambulanza a Nabatieh, nel sud del Libano, mentre trasportava una persona rimasta ferita in un precedente attacco. Lo sostiene l'agenzia nazionale libanese Nna. Secondo l'agenzia, il ferito era stato colpito poco prima in un raid con drone contro un'automobile nel quartiere universitario della città. L'ambulanza è stata attaccata mentre stava trasferendo la vittima del primo raid. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli su eventuali nuove vittime o feriti.
Israele, media: pronti a stop uccisioni mirate eccetto per terroristi 7 ottobre
Israele avrebbe recentemente informato la Casa Bianca della disponibilità a negoziare un accordo per porre fine alle uccisioni mirate di terroristi palestinesi a Gaza, ma che tale accordo escluderebbe coloro che hanno preso parte all'attentato del 7 ottobre 2023, secondo quanto riportato dall'emittente israeliana Channel 13. La notizia che Israele avesse insistito nel continuare a colpire i terroristi coinvolti nel massacro del 7 ottobre è giunta il giorno dopo che il Times of Israel aveva riportato la notizia dell'interruzione da parte delle Forze di difesa israeliane (Idf) di un'operazione speciale volta a dare la caccia e uccidere tutti i terroristi coinvolti nell'attentato. Tel Aviv avrebbe comunicato la sua posizione a Washington nel contesto delle discussioni sulla tabella di marcia per il disarmo della Striscia di Gaza, sostenuta dagli Stati Uniti, che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha formalmente respinto domenica, affermando che le truppe israeliane non si sarebbero ritirate dall'enclave finché Hamas non fosse stato "veramente disarmato". "E quando dico che Hamas deve essere disarmato, intendo le armi pesanti, le armi leggere, tutte le armi. E stiamo parlando di un disarmo autentico, non fittizio", ha precisato il premier israeliano durante la riunione di governo di domenica scorsa.
Un'enorme squarcio deturpa il muro di una chiesa a seguito di un'attività militare israeliana nel villaggio di Zawtar al-Gharbiyah, nel sud del Libano. (AFP)
Teheran condanna 'brutali attacchi' Israele contro sud Libano
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, ha "condannato fermamente i brutali attacchi" sferrati da Israele contro il Libano meridionale negli ultimi giorni, che hanno provocato morti e feriti tra i civili, nonché la distruzione di infrastrutture e abitazioni. Le dichiarazioni di Baghaei sono state riportate dall'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, citata da Al-Jazeera. Israele ha intensificato i suoi attacchi nonostante la conclusione del settimo round di colloqui tra Libano e Israele, terminato giovedì a Roma sotto l'egida degli Stati Uniti, con discussioni incentrate sull'attuazione dell'accordo quadro raggiunto il 26 giugno.
Media, proseguono attacchi e raid Israele in tutta la Cisgiordania
L'esercito israeliano continua gli attacchi e le incursioni in tutta la Cisgiordania, con arresti, perquisizioni domiciliari e sfollamenti forzati segnalati in diverse aree. A fare il punto è Al-Jazeera, citando fonti locali e proprie. Sei palestinesi, tra cui due bambini, sono rimasti feriti stamattina presto dopo essere stati picchiati dalle forze israeliane durante un raid nella città di Burqa, a nord-ovest di Nablus, secondo la Mezzaluna Rossa Palestinese. Le forze israeliane hanno arrestato cinque palestinesi in diverse zone del governatorato di Betlemme, secondo l'agenzia di stampa Wafa. Wafa ha anche segnalato raid israeliani ad al-Khader, Tuqu,al-Obeidiya, Dar Salah, al-Shawawra e Zaatara, nonché nel villaggio di Jaba. Pattuglie militari israeliane hanno fatto irruzione nella città di Tammun, dispiegandosi in diversi quartieri e perquisendo numerose case palestinesi, secondo quanto riportato da Wafa. Decine di veicoli militari israeliani hanno preso d'assalto il villaggio di Tal, a sud di Nablus, secondo i cronisti di Al-Jazeera, secondo i quali inoltre le forze israeliane hanno lanciato gas lacrimogeni contro i palestinesi nelle pianure che circondano il villaggio di al-Mughayyir, vicino a Jenin.
Capo Forza al Quds in Iraq per incontrare milizie filo-Iran
Il comandante della Forza Quds iraniana, Ismail Qa'ani, è arrivato in Iraq e ha incontrato esponenti di primo piano delle milizie e dei partiti filo-iraniani. Lo riferisce l'emittente saudita al-Hadath, citando proprie fonti.Secondo l'emittente, al centro dei colloqui vi sarebbe il tentativo del governo iracheno di arrivare al disarmo delle milizie filo-iraniane attive nel Paese.
Mojtaba Khamenei prende le redini con nuove nomine
Un leader che continua a non mostrarsi in pubblico, ma che comincia a lasciare un'impronta sempre più riconoscibile sulla macchina del potere iraniano. A oltre cinque mesi dalla morte di Ali Khamenei e dalla decapitazione di buona parte dei vertici militari e della sicurezza iraniani nei primi attacchi statunitensi e israeliani, il grande riassetto deciso tra domenica e lunedì sembra indicare che il figlio e successore Mojtaba Khamenei abbia progressivamente preso le redini del sistema e scelto gli uomini con cui affrontare una crisi che a Teheran appare ormai destinata a durare. Il segnale più evidente è la concentrazione ai vertici della sicurezza di veterani provenienti o strettamente legati ai Guardiani della rivoluzione, molti dei quali appartengono alla generazione cresciuta nella guerra Iran-Iraq o alla rete politico-securitaria che da anni circonda Mojtaba. Il Wall Street Journal interpreta il riassetto come il più importante dall'insediamento del nuovo leader supremo e come l'indicazione di una postura più conflittuale sia all'interno sia nei confronti degli Stati uniti. L'agenzia di stampa Reuters definisce Mohsen Rezaei, figura centrale delle nuove nomine, un esponente della linea dura e uno stretto alleato di Khamenei. La portata politica delle decisioni appare tanto più significativa perché Mojtaba Khamenei resta una presenza quasi invisibile. Gravemente ferito, secondo le ricostruzioni disponibili, nell'attacco del 28 febbraio nel quale morì suo padre, non è ancora comparso pubblicamente da quando è stato scelto come leader supremo. La stampa di Stato iraniana ha riferito di incontri con il presidente Masoud Pezeshkian, ma lo stesso presidente nelle ultime settimane ha fornito indicazioni non sempre coincidenti sulla facilità dei contatti con Khamenei. La sua autorità, insomma, continua a esercitarsi soprattutto dietro le quinte. E' attraverso le nomine che il nuovo leader sembra adesso rendere visibile il proprio potere. Quella più importante riguarda Mohsen Rezaei, 71 anni, chiamato alla segreteria del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale al posto di Mohammad Bagher Zolghadr. Non si tratta soltanto di un cambio amministrativo o di facciata. Khamenei ha contemporaneamente nominato Rezaei proprio rappresentante personale nello stesso Consiglio, affiancandolo all'altro esponente della linea dura Saeed Jalili. Il risultato è che un uomo scelto direttamente dal leader supremo assume un peso ancora maggiore nell'organismo dove si incontrano presidenza, diplomazia, intelligence e vertici militari e nel quale vengono coordinate le maggiori decisioni di sicurezza e politica estera. Formalmente il Consiglio è presieduto da Pezeshkian, ma l'ultima parola sulle questioni strategiche resta alla Guida suprema.
Cisgiordania, sei palestinesi feriti in operazioni israeliane. Tra loro due bambini
Sei palestinesi, tra cui due bambini, sarebbero rimasti feriti dopo essere stati picchiati dalle forze israeliane durante un raid nella cittadina di Burqa, a nord-ovest di Nablus, nella Cisgiordania occupata. Lo sostiene la Mezzaluna rossa palestinese. Secondo l'agenzia Wafa, le forze israeliane hanno inoltre arrestato cinque palestinesi in diverse località del governatorato di Betlemme e condotto operazioni ad al-Khader, Tuqu, al-Obeidiya, Dar Salah, al-Shawawra, Zaatara e nel villaggio di Jaba. Pattuglie militari israeliane hanno fatto irruzione anche nella cittadina di Tammun, entrando in diverse abitazioni, mentre decine di veicoli militari hanno raggiunto il villaggio di Tal, a sud di Nablus.Nell'area di al-Mughayyir, vicino a Jenin, le forze israeliane hanno infine lanciato gas lacrimogeni contro palestinesi presenti nei terreni circostanti il villaggio.
Germania: "Riaprire senza condizioni lo stretto di Hormuz"
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha chiesto all'Iran di impegnarsi "in modo costruttivo" nei negoziati con i Paesi della regione e con gli Stati uniti per porre fine al conflitto in corso. Lo ha riferito lo stesso Wadephul dopo un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "In una telefonata con Araghchi ho esortato l'Iran a impegnarsi finalmente in modo costruttivo nei negoziati con i vicini regionali e con gli Stati uniti per porre fine al conflitto", ha scritto Wadephul su X. Il ministro tedesco ha inoltre chiesto la riapertura incondizionata dello Stretto di Hormuz. "Lo Stretto di Hormuz deve essere riaperto senza condizioni, garantendo una navigazione libera e sicura per tutti", ha affermato.
Wall Street: future contrastati con timori Hormuz
I future a Wall Street viaggiano deboli e contrastati con le speranze sempre piu' fievoli di un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz che hanno mantenuto i prezzi del petrolio elevati, mentre gli investitori attendono i dati chiave sull'inflazione americana per capire le prossime mosse della Federal Reserve. I future sull'S&P 500 guadagnano lo 0,14%, quelli sul Nasdaq 100 avanzano dello 0,38% e quelli sul Dow Jones registrano un -0,02%.
Iran, cala traffico Hormuz: ieri solo 6 navi attraversato lo Stretto
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz e' sceso ieri a sei navi, rispetto a una media di circa 11 imbarcazioni registrata negli ultimi 10 giorni. E' quanto emerge dai dati di navigazione elaborati da Kpler. Quattro navi mercantili, tra cui due petroliere vuote, sono entrate nello stretto. Due navi, una piccola petroliera carica di gas di petrolio liquefatto e un'altra che trasportava combustibili residui, ne sono uscite. Nel periodo prebellico, in genere circa 130-140 navi transitavano nello stretto. Ieri, 25 navi hanno attraversato lo stretto di Bab el-Mandeb sul Mar Rosso, un numero sostanzialmente invariato rispetto alla media degli ultimi 10 giorni, pari a quasi 24 navi, secondo i dati di Kpler.
Trump: "Ora sono io a chiedere a Teheran risarcimento per danni guerra"
"Vedo che i rappresentanti della Repubblica islamica dell'Iran stanno chiedendo un risarcimento per i danni subiti durante gli ultimi cinque mesi di conflitto militare, (iniziato perché NON VOGLIONO AVERE UN'ARMA NUCLEARE), sebbene la questione non sia mai stata menzionata in nessuno dei nostri negoziati o incontri! Ma è un'idea interessante, perché ora anch'io sto chiedendo un risarcimento all'Iran". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo social Truth. "Per tutte le persone che hanno ucciso e gravemente ferito con le loro bombe lungo le strade e i tanti conflitti per cui sono famosi, guidati inizialmente dal generale Soleimani, comprese le famiglie delle vittime della USS Cole e le migliaia di altri caduti in combattimento", ha proseguito Trump, aggiungendo che un risarcimento dovrebbe essere pagato anche "alle famiglie delle centinaia di migliaia di manifestanti innocenti che l'Iran ha ucciso negli ultimi 50 anni, senza contare le 52.000 persone uccise negli ultimi cinque mesi". Trump ha detto di aver "istruito i miei rappresentanti a inserire fermamente questo punto in tutti i futuri negoziati". "Inoltre, per quanto riguarda i negoziati con l'Iran, l'Iran dovrebbe essere responsabile per i danni e le morti causate al popolo del Libano, della Siria, dello Yemen e di Gaza", ha aggiunto Trump in un secondo post.
Esercito israeliano bombarda colline nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha avviato una nuova serie di bombardamenti contro le colline nel sud del Libano, secondo quanto riferito dall'Agenzia Nazionale di Informazione libanese (Nna). L'agenzia ha riferito che nelle prime ore del mattino c'è stato un "intenso bombardamento di artiglieria" diretto contro le colline di Ali Taher, alla periferia della cittadina meridionale di Nabatieh al-Fawqa. L'esercito israeliano non ha diramato alcuna allerta attraverso i suoi consueti canali social. Gli attacchi nel sud del Libano avvengono dopo che giovedì scorso si è concluso a Roma il settimo round di negoziati diretti tra Libano e Israele. Colloqui mirati a raggiungere un accordo su questioni quali il ritiro delle truppe israeliane che attualmente occupano il sud del Libano nell'ambito dell'offensiva lanciata il 2 marzo.
Khamenei, rafforzare capacità per operazioni offensive
La Guida suprema iraniana, ayatollah Mojtaba Khamenei, ha chiesto alle Forze armate e ai Basij di sviluppare ulteriormente le proprie capacità militari e di mantenere un elevato livello di preparazione sul piano della difesa e della sicurezza, anche per operazioni offensive. "E' necessario sviluppare le capacità e una preparazione complessiva, sul piano difensivo e della sicurezza, delle Forze armate e dei Basij", ha affermato Khamenei, secondo
quanto riferisce Al Jazeera. La Guida suprema ha inoltre sottolineato che "lo sviluppo continuo e complessivo delle capacità militari" ha l'obiettivo di
"rafforzare la deterrenza e la preparazione a condurre operazioni offensive contro il nemico".
Media, colloqui Israele-Libano proseguiranno a Roma a inizio mese prossino
Proseguiranno a Roma all'inizio del mese prossimo i colloqui tra Israele e Libano con la mediazione degli Stati Uniti. Lo ha riferito ad Al Jazeera un funzionario del Dipartimento di Stato americano, secondo il quale i negoziati restano "positivi" e nessuna delle due parti sta rallentando l'attuazione dell'accordo. Il funzionario ha spiegato che sia Israele sia il Libano devono affrontare vincoli politici interni e che Washington sta lavorando per superarli in modo sistematico. Ha inoltre accusato Hezbollah di cercare di sabotare il processo. Nel frattempo, il Gruppo di coordinamento militare continuerà a lavorare all'attuazione delle prime zone pilota previste dall'intesa.
Siria. Attaccati curdi di ritorno a Ras Al-Ain, sospesi rientri
Le autorità siriane hanno sospeso temporaneamente il rientro degli sfollati curdi nella città nordorientale di Ras al-Ain dopo che un primo gruppo di persone dirette verso le proprie case è stato attaccato da uomini armati. Lo ha riferito un responsabile locale della sicurezza.
Trump assicura che il suo rapporto con Netanyahu è “ottimo” nonostante i disaccordi su Gaza
Lunedì Donald Trump ha assicurato che il suo rapporto con Benjamin Netanyahu rimane “ottimo”, dopo che quest’ultimo ha respinto l’ultima proposta statunitense per Gaza.
Il primo ministro israeliano aveva già espresso riserve su questo testo, destinato ad avviare la seconda fase del piano di pace.
L’esercito israeliano «non effettuerà alcun ritiro finché Hamas non sarà realmente disarmato», ha dichiarato Benjamin Netanyahu, che sta cercando di dare garanzie ai suoi alleati di estrema destra in vista delle delicate elezioni legislative di settembre.
Ha definito il presidente americano «il più grande amico (di Israele) alla Casa Bianca», lasciando però intendere di essere pronto a tenergli testa: «Hanno delle idee, alcune ci stanno bene e altre no, e sappiamo difendere le nostre posizioni su queste questioni». I rapporti tra i due leader hanno attraversato un periodo difficile in primavera.
Donald Trump, con toni molto aspri, ha accusato Benjamin Netanyahu ad aprile di minare i negoziati per un cessate il fuoco con l’Iran.
Iran, Trump: "Possiamo decapitarli e lo scoprirete"
Dopo le notizie sulla drammatica riduzione dell'arsenale militare americano, il presidente Donald Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno ancora la potenza per colpire in pieno Teheran. Trump ha detto di "avere la capacita' di decapitare" l'Iran. Poi, rivolgendosi ai giornalisti presenti nello Studio Ovale, ha aggiunto: "Lo scoprirete". (AGI)Nwy/B
Iran, Trump: "Stretto Hormuz è aperto e controllato dagli Usa"
Lo Stretto di Hormuz "è completamento aperto" e "controllato solo dalla Marina degli Stati Uniti che lo ha sminato". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. "Ora è aperto. Stiamo accogliendo molte navi. L'unico che al momento ha il controllo dello Stretto di Hormuz è la Marina degli Stati Uniti, con un blocco che si è dimostrato infallibile. E' un muro d'acciaio, e lasciamo entrare chi vogliamo, e queste persone entrano", ha spiegato il capo della Casa Bianca. "E' un po' complicato perchè, occasionalmente, posano una mina, e noi le troviamo. Sapete, abbiamo bonificato l'intero Stretto dalle mine. Forse lo avete sentito, forse no, ma controlliamo questa zona al 100%", ha aggiunto.