
In alto la vittima, Grey Noralba Sanmartin Villalba di 36 anni; al centro il compagno 53enne Marco Panichi, reo confesso e la casa in cui è avvenuto il delitto

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Vergiate (Varese), 24 ottobre 2026 – “L’ho uccisa io”. Una confessione che ha fatto scattare l’allarme da Avezzano, in Abruzzo, fino a Vergiate, nel Varesotto, portando i carabinieri nell’abitazione dove una donna colombiana di 36 anni giaceva senza vita, riversa sul pavimento della camera da letto con numerose ferite da arma da taglio al seno, allo sterno e al collo. Accanto a lei, il coltello da cucina utilizzato per il delitto.
Questo il drammatico epilogo dell’omicidio di Grey Noralba Sanmartin Villalba, trovata morta a Cuirone, frazione di Vergiate, dopo essere stata accoltellata nella mattinata di giovedì. Per il delitto è stato fermato Marco Panichi, 53 anni, originario di Civitella Roveto, in provincia dell’Aquila, ma residente ad Avezzano, da qualche mese domiciliato nel Varesotto, dove lavorava come termoidraulico.

L'appartamento preso in affitto a Vergiate dove Marco Panichi (nel riquadro) viveva assieme alla compagna 36enne
La casa in affitto
A ricostruire le circostanze del ritrovamento è stata la Procura di Busto Arsizio. Colpisce la drammaticità della scena: il corpo della donna sul pavimento della camera da letto, raggiunto da diversi fendenti, ma il sangue nell’appartamento era ovunque. Una tragedia consumata tra le mura di una piccola casa al pianterreno di via De Amicis, presa in affitto a luglio, dopo un’accesa discussione con la donna, residente nelle Marche, che avrebbe scoperto la foto di una rivale sul vecchio telefono del compagno. Panichi si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Avezzano e ai militari avrebbe detto di essersi difeso dall’aggressione della compagna, secondo quanto riferito dal suo difensore, l’avvocato Leonardo Casciere, dopo l’interrogatorio davanti al procuratore di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato.

Grey Noralba Sanmartin Villalba. Marco Panichi ha raggiunto l’Abruzzo a bordo di un furgone preso a noleggio dopo il delitto
La ricostruzione (di parte)
“Lui ha chiarito molte posizioni, ha detto che l’aggressione non è partita da lui, ma dalla donna gelosissima. Lei aveva un coltello in mano, Panichi ha riportato diverse lesioni nel tentativo di difendersi”. Gli inquirenti abruzzesi hanno contattato i colleghi di Gallarate, fornendo le indicazioni per raggiungere il luogo del delitto. Poco dopo sono intervenuti anche gli specialisti del Nucleo investigativo, il pm e il procuratore di Busto Arsizio, insieme ai vigili del fuoco. Il quadro investigativo dovrà essere completato attraverso gli esami medico-legali, l’analisi dei reperti e gli ulteriori riscontri sulle dichiarazioni rese dall’uomo.
L’ultima foto sui social
L’autorità giudiziaria di Avezzano ha disposto il fermo del 53enne, operando in stretto raccordo con la Procura di Busto Arsizio. La salma della donna è stata trasferita a Pavia per l’autopsia. Gli investigatori stanno verificando l’eventuale esistenza di denunce o segnalazioni pregresse. L’ultima foto con la fidanzata pubblicata sui social da Marco Panichi risale a lunedì. I vicini di casa avevano sentito fra i due in passato liti telefoniche. Poi una discussione giovedì intorno alle 10. L’uomo, una volta uccisa la compagna, si sarebbe fatto la doccia e sarebbe partito per l’Abruzzo a bordo di un furgone preso a noleggio, raggiungendo il padre.
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