Uccide moglie e figlio poi si spara a Finale Ligure, disposte autopsie

La strage è avvenuta in una villetta di Finale Ligure la notte tra il 2 e il 3 settembre. Daniele Baruzzo, 59 anni, ha ucciso a colpi di pistola la moglie Paola Siri e il figlio Mattia e poi si è tolto la vita. I carabinieri hanno trovato in casa una lettera nella quale l’uomo parlava di problemi familiari che erano diventati troppo pesanti da sopportare. Sindaco annuncia lutto cittadino per il giorno dei funerali”

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È stata disposta l’autopsia sui corpi di Paola Siri e del figlio Mattia, di 15 anni, uccisi a colpi di pistola dal marito e padre Daniele Baruzzo che poi si è tolto la vita. Lo ha deciso il magistrato della procura di Savona che ha in carico l'inchiesta sul caso di omicidio-suicidio avvenuto la notte tra il 2 e il 3 settembre a Finale Ligure, nel Savonese. I corpi sono stati scoperti la mattina all’interno nella villetta dove la famiglia abitava. L’uomo, 59 anni, intorno a mezzanotte ha impugnato la pistola e ha esploso tre colpi, uditi dai vicini: uno contro la moglie, uno contro il figlio e l’ultimo verso sé stesso. In casa gli investigatori hanno trovato una lettera lasciata da Baruzzo nella quale parlava di problemi familiari che erano diventati troppo pesanti da sopportare. Rinvenuti nell’abitazione e sequestrati anche alcuni bigliettini in cui l’uomo avrebbe espresso il suo disagio acuito dalla recente perdita della madre che soffriva di Alzheimer e la forte preoccupazione per il figlio adolescente.

Pistola regolarmente denunciata

Daniele Baruzzo, 59 anni, era impiegato in un'azienda di automotive. La moglie, Paola Siri, era invece architetta e libera professionista. Stando alle testimonianze raccolte dagli inquirenti, l’uomo si prendeva cura di alcuni parenti stretti con problemi di salute, tra cui la madre malata di Alzheimer. L’arma che aveva in casa era regolarmente denunciata: una pistola per la quale Baruzzo aveva il porto d’armi e che veniva usata al poligono. Arma e lettera di addio sono state subito trovate dai carabinieri durante la prima ricognizione sul luogo del delitto.

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Sindaco: “Lutto cittadino per i funerali”

La cittadina di Finale Ligure è attonita. Il sindaco di Finale, Angelo Berlangieri, "con profondo dolore per il drammatico lutto che ha colpito la comunità finalese” ha annunciato la decisione dell'amministrazione comunale di rinviare a data da destinarsi “le manifestazioni da essa organizzate previste nei prossimi giorni e nel fine settimana”. Inoltre, ha aggiunto il primo cittadino, “in attesa delle comunicazioni ufficiali da parte degli organi preposti, l'amministrazione annuncia che, per la data dei funerali delle vittime di questa incommensurabile tragedia, verrà proclamato il lutto cittadino".

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Dolore della Finale Calcio 

Lutto anche nella squadra di calcio di Finale, nella quale militava il 15enne Mattia. "Come segno di rispetto, vicinanza e raccoglimento, la società ha deciso di sospendere tutte le attività del settore giovanile, compresi allenamenti e partite, fino a tutta la giornata di domenica”, si legge nella nota che esprimere tutto il dolore del club e dei suoi giovanissimi atleti. “Ricorderemo il nostro giovane atleta per la sua presenza nel gruppo, per i momenti condivisi e per il legame costruito con i compagni e con tutta la società. Il suo ricordo resterà custodito nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di accompagnarlo, anche solo per un tratto, nel suo percorso di crescita. Ciao, piccolo campione". L’allenatore di Mattia ha ricordato l’ultima volta che ha visto il 15enne. “L'ultimo allenamento con lui l'ho fatto martedì”, cioè il 2 settembre, il giorno precedente alla strage avvenuta in piena notte. “Finito l'allenamento ci siamo abbracciati, ci siamo salutati, gli ho augurato buone vacanze. Dovevamo rivederci il 14. E invece purtroppo il 14 non ci sarà. Ho sempre davanti a me quell'immagine”.