Verbania.
31 agosto 2026 alle 01:43
Verbania. Pietro Maria Fiori, 35enne di Milano, avrebbe dovuto trascorrere un paio di settimane sulle montagne di Baceno, a dare una mano da volontario ai pastori che d’estate portano il bestiame dal fondovalle a pascolare ai quasi duemila metri dell’alpe Buscagna, in alta valle Devero, estremo nord del Piemonte. Invece è morto a causa del monossido di carbonio che si è sprigionato la notte scorsa nella baita dove si trovava con altre cinque persone. Gli altri occupanti, quattro uomini e una donna, sono rimasti intossicati. L’incidente è successo intorno a mezzanotte e mezza in una baita del Comune di Baceno, gestita dal Parco naturale alpe Veglia e alpe Devero e data in affitto all’azienda agricola Francesco Biondo di Masera (Vco). A lanciare l’allarme è stato uno degli occupanti, probabilmente già in stato confusionale: nonostante le difficoltà nel comunicare quanto stava accadendo e il luogo esatto dell'emergenza, la macchina dei soccorsi si è attivata. Sul posto, un’area isolata raggiungibile dall’alpe Devero in circa un’ora di cammino, sono arrivati vigili del fuoco, il soccorso alpino, i militari del soccorso alpino della guardia di finanza, e i sanitari del 118 con due mezzi dell’elisoccorso da Torino e da Como. La vittima, Pietro Maria Fiori, era arrivato in valle Devero tramite la cooperativa sociale milanese Eliante nell’ambito del progetto Pasturs, una rete nata sulle Alpi Orobie bergamasche, poi diffusa tra Valle d’Aosta, Trentino, Piemonte, Abruzzo, Lazio e Molise, che unisce allevatori e volontari tra i 18 e i 45 anni disposti a trascorrere in alpeggio alcune settimane, per aiutare nella vita lavorativa i malgari e migliorare la convivenza tra allevamento e grandi predatori come lupi e orsi. Con Fiori, product designer, nella baita c’erano il titolare dell’azienda, suo padre, due dipendenti e una donna di 34 anni. Le loro condizioni sono migliorate nel corso delle ore. In particolare si è temuto per la donna, che non si trovava lì come volontaria, ma per via del rapporto che la legava alla vittima. Trasportata al Niguarda di Milano in condizioni critiche, nel pomeriggio ha ripreso conoscenza. Sull’incidente inadaga la Finanza di Domodossola, che ha sequestrato un boiler da cui si sospetta si sia originata la fuga di monossido.
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