Un nuovo "assalto" di migranti a Ceuta a Ferragosto è "pienamente credibile": l'allerta dei servizi segreti e l'effetto sorpresa sulla data

V.G.

V.G. 07 agosto 2026 07:17

Alcuni migranti sulla spiaggia di Ceuta. AP Photo Antonio Sempere

Un appello a tentare un nuovo ingresso di massa a Ceuta il prossimo sabato 15 agosto è diventato virale sui social, nelle scorse ore. Si tratta di una sorta di campagna che invita i migranti a provare un nuovo accesso nell'exclave di Madrid sulla costa nordafricana e che, secondo gli 007 spagnoli, "è pienamente credibile". Il Centro nazionale d'intelligence (Cni), come riferito dal sito di informazione locale Cadena Ser, ritiene che un nuovo ingresso di massa sia davvero possibile, anche se la data indicata nell'appello potrebbe cambiare. Secondo i servizi segreti, gli organizzatori potrebbero decidere di anticipare il giorno per sfruttare l'effetto sorpresa, dopo l'ampia eco mediatica suscitata dai social.

Gli 007 spagnoli, intanto, proseguono il loro lavoro di monitoraggio su gruppi Facebook, WhatsApp e profili TikTok, dove continuano a circolare messaggi e false informazioni su presunte falle nei controlli di frontiera. Per fronteggiare eventuali tentativi di ingressi irregolari, il governo spagnolo è "pronto a mettere in campo tutte le risorse necessarie": a confermarlo all'Ansa sono fonti del ministero dell'Interno di Madrid.

Come i servizi segreti prevedono i flussi

Oltre che col monitoraggio dei social, ci sono altri modi per rilevare un grosso flusso di migranti. Il primo è attraverso le immagini satellitari, anche se le fotografie dallo spazio possono essere fuorvianti e non del tutto affidabili. Un altro metodo è invece monitorare l'attività delle antenne di telefonia mobile, poiché questo rivela l'aumento del numero di persone in una determinata area. Sull'afflusso di migranti di qualche giorno fa, però, nessuno ha dato l'allarme, nemmeno l'intelligence spagnola: nonostante qualche avvisaglia, a Madrid nessuno si è accorto che oltre confine si preparava un esodo di massa. Una sorta di "effetto sorpresa" che ha messo in grave difficoltà l'esecutivo di Pedro Sanchez, come abbiamo spiegato qui.

"Il Marocco non riconosce la nostra sovranità"

A Ceuta, intanto, rimane il dispiegamento di un totale di circa quattromila fra agenti di polizia, Guardia Civil e militari dell'esercito, mobilitati una settimana fa per far fronte alla crisi migratoria. Se necessario, il contingente sarà rafforzato, segnalano le fonti. Le forze di sicurezza confidano inoltre nella collaborazione del Marocco per impedire sul nascere eventuali partenze di massa, attraverso controlli e blocchi stradali nell'area di Fnideq, l'ex città spagnola di Castillejos, confinante con Ceuta. Dal canto suo, però, il presidente-sindaco di Ceuta Juan Jesus Vivas ha fatto presente che non c'è "nessun contatto con il Marocco e sono loro a non volerlo. Il Marocco non riconosce la nostra sovranità".

Il sindaco: "Ceuta vive nell'angoscia"

Durante un'audizione in videocollegamento della commissione Libe del Parlamento europeo, il sindaco di Ceuta ha detto che "i centri di accoglienza sono al collasso". Si tratta di "un'emergenza umanitaria di grande dimensioni. La popolazione è timorosa e preoccupata, e a ragione", perché ci si chiede se quanto è accaduto la settimana scorsa non possa "ripetersi". Secondo Vivas l'esodo del 30 luglio è stato "un attacco, una violazione dell'integrità territoriale. Non è una crisi migratoria, ma un episodio in cui si è messa in questione l'integrità della città, della Spagna e dell'Europa. Ceuta non è tornata alla normalità - ha spiegato -, perché in città restano 3-5mila persone" di quelle che sono entrate la settimana scorsa.

Il sindaco della città autonoma, esponente del Partito popolare, ha usato il termine "invasione", con cui, ha spiegato, "si deve intendere l'occupazione anomala e irregolare di un territorio". Alla luce di questo scenario, Juan Vivas ha sostenuto che è "assolutamente essenziale" che le autorità competenti adottino le misure necessarie per ripristinare la normalità, tra cui l'espulsione immediata dei migranti entrati in città in modo irregolare e il rafforzamento del personale di stanza nella città autonoma.

Per il sindaco le voci che circolano online su un altro esodo previsto per il 15 agosto sono la "prova che Ceuta vive nell'angoscia. Non sappiamo se si ripeterà. Quello che si è visto è che nostra frontiera è assolutamente vulnerabile". Intanto, come riporta El Faro de Ceuta, molti migranti si sono accampati sulla spiaggia di Trampolín in attesa di notizie sul loro futuro. "Tra la sabbia e gli scogli - si legge sul quotidiano -, trascorrono ore giocando a calcio, chiacchierando, riposando o semplicemente contemplando il panorama della penisola spagnola in lontananza".

◼️ La playa del Trampolín y los alrededores del CETI se han convertido en refugios provisionales para cientos de inmigrantes que aguardan una respuesta sobre su futuro.

📍 Tienes toda la información en El Faro de Ceuta a través de nuestro enlace en bio. #Ceuta #FronteraSurpic.twitter.com/5nsn5lUuLg

— El Faro de Ceuta (@ElFarodeCeuta) August 6, 2026

Ue: "L'attenzione resta alta"

In merito all'allarme diffuso online si sta muovendo anche l'Unione europea. "Stiamo monitorando lo spazio informativo", ha affermato un portavoce della Commissione europea nel briefing quotidiano con la stampa. "Stiamo cercando di coordinarci con le piattaforme che spiegano semplicemente le diverse vie che possiamo utilizzare con i diversi strumenti che abbiamo. L'attenzione rimane davvero molto alta, prima, durante o dopo il 15 agosto, perché questo è il giorno che è stato menzionato sui social media, come quello in cui potenzialmente possono essere inclini ad attraversare il confine".

Bruxelles, ha sottolineato il portavoce, è in contatto "anche con le agenzie competenti che abbiamo, come Frontex ed Europol, e tutti sono molto vigili e continuano a monitorare anche la sfera sociale".

Quanto accaduto a Ceuta, secondo l'Ue, è stato amplificato dalla disinformazione. "Abbiamo effettivamente constatato - ha infatti riferito lo stesso portavoce della Commissione europea - che ci sono stati canali di manipolazione e interferenza di informazioni straniere, in particolare quelli russi, che hanno cercato rapidamente di amplificare la situazione relativa a Ceuta su diverse piattaforme, a partire dal 30 luglio, sebbene nei giorni precedenti non avessimo riscontrato tale attività". Alla luce di ciò, l'esecutivo Ue "continuerà a collaborare con gli Stati membri, con le diverse piattaforme e con le autorità competenti per valutare la situazione soprattutto per quanto riguarda la disinformazione".