Non si fermano le prese di posizione dopo la recente nomina del sindaco di Suni, Massimo Falchi, alla presidenza dell’Unione dei Comuni della Planargia. A intervenire è ora il sindaco di Modolo, Giovanni Maria Milia, che ritiene necessario offrire «un doveroso chiarimento» su quanto accaduto nelle settimane precedenti all’elezione.
Milia ricostruisce l’intero percorso, spiegando di «aver avviato nel mese di giugno un’iniziativa per ripristinare uno spazio di dialogo e confronto tra tutti i rappresentanti dell’Unione. Afferma di aver contattato i sindaci di Bosa, Magomadas, Montresta e Tinnura, che da tempo non partecipano alle assemblee. «Il sindaco di Bosa Alfonso Marras – precisa - non ha mai risposto alle mie chiamate né ha partecipato ai due incontri tenuti a Modolo».
Nel primo, del 24 giugno, i sindaci presenti hanno chiesto più volte chi fosse il candidato alla presidenza. «Poiché il punto non era stato ancora affrontato – spiega Milia - sono stato incaricato di portare la richiesta ai sindaci di Tinnura, Suni, Tresnuraghers e Flussio - aggiungendo che da parte del sindaco di Bosa era stato ipotizzato un veto e persino l’uscita dall’Unione a seconda del nominativo proposto. Ho ribadito che il nome dovesse scaturire da un confronto tra tutti e nove i rappresentanti». Nella seconda riunione, l’8 luglio, Milia ha avanzato la candidatura di Massimo Falchi, dopo averne discusso con gli altri sindaci. «Il nominativo non è stato accettato – evidenzia Milia - ritenuto divisivo nei confronti dell’amministrazione di Bosa, senza valide giustificazioni».
La controproposta è stata la candidatura dello stesso Milia, che ha però rifiutato come già espresso negli anni precedenti, sostenendo con determinazione il nome di Falchi definito da tutti, «persona seria, competente e con un alto senso civico e istituzionale». Il 17 luglio, il presidente dell’Unione, Giovanni Antonio Zucca, ha convocato l’assemblea per il 21 luglio, con all’ordine del giorno la presentazione delle candidature. «I sindaci Fadda, Marras, Masia e Salis hanno disertato la riunione – precisa Milia - rinunciando a qualsiasi ipotesi di mediazione e confronto. Il mio auspicio è che i sindaci, vogliano contribuire a unire il territorio con la loro partecipazione all’organo istituzionale deputato a individuare un progetto condiviso e alla sua attuazione, per il bene della comunità».
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