L'ironia non gli mancava e, nella cerimonia di saluto quando andò in pensione a fine ottobre del 2009, si schernì raccontando: «Ho già provveduto a comprare l'enciclopedia della cucina e quella del giardinaggio. Della prima, ho già fatto un discreto uso pratico, mentre della seconda molto meno perché si tratta di una pratica assai più faticosa». Gennaro Ferrara era così, dinamico e combattivo. Il professore è morto ieri, all'età di 89 anni da compiere tra quattro giorni. Era l'anima, il mentore di una istituzione universitaria che aveva voluto e affermato: la Parthenope. Da Istituto Universitario Navale, con insegnamenti in prevalenza di economia e diritto, a vero e proprio Ateneo. Un'Università di cui era stato fondatore, ma soprattutto rettore dal 1986 al 2010.
Gli inizi
Era stato il professore Giuseppe Menghini, ordinario di Tecnica bancaria alla Facoltà di Economia e commercio dell'Università di Bari, ad accoglierlo agli inizi della sua carriera di docente. Poi, il trasferimento all'Istituto Universitario Navale di Napoli e la considerazione scientifica conquistata con una serie di maestri che ha sempre ricordato: i professori De Rosa, Quadrio Curzio, Daboni, Fuà, Gasparini. L'impegno da docente di Economia aziendale era sempre associato però ad un'attività politico-amministrativa. All'Università, come rettore e poi componente di diverse commissioni inserito anche in più nuclei di valutazione di alcune aziende ospedaliere come il Cotugno, o il San Sebastiano di Caserta. Ma anche nella politica pura, dove è arrivato a ricoprire incarichi provinciali nell'Udc. Fino a diventare assessore alla Provincia di Napoli tra il 2009 e il 2012. Con una precisazione: «Ho fatto politica, ma fuori dalle aule universitarie. Ci ho tenuto a lasciare la politica fuori dai cancelli della Parthenope».
Università Parthenope, morto l'ex rettore Gennaro Ferrara: «Maestro, mentore e protagonista del nostro Ateneo»
E aveva reagito con vigore a interrogazioni parlamentari e accuse su alcune convenzioni firmate dalla Parthenope per alcuni corsi con crediti formativi riconosciuti dalla sua Università, ma anche per delle polemiche sullo svolgimento dei concorsi interni: «Ci attaccano perché registriamo una forte richiesta di immatricolazioni, che riducono l'emigrazione di studenti al nord. Sul nostro sito tutto è trasparente, comprese le convenzioni firmate».
Le soddisfazioni
Ma restava l'impegno universitario la sua casa principale. Così intensa da aver sposato una collega e ricercatrice del Cnr di cui era consigliere. Quasi impossibile elencare tutti gli incarichi ricoperti in più consigli di amministrazione, come alla Finmare, al Consiglio Universitario Nazionale, al Cnr fino al comitato di presidenza nazionale dei rettori universitari. Nell'impegno politico, era stato anche consigliere regionale dal 1990 al 1995. Una vita intensa e, nei mesi del Covid, era stato in prima fila con la moglie a difendere la necessità del vaccino. Il vanto di aver creato, sempre con la Parthenope, una sede di giurisprudenza a Nola, ma anche di aver lasciato una creatura viva da sviluppare sempre di più al fianco delle altre istituzioni universitarie campane. Il professore Claudio Quintano, preside della Facoltà di Economia, gli organizzò una manifestazione di saluto con tanto di consegna di una medaglia d'oro. Si commosse, il professore Ferrara, senza dimenticare le battaglie affrontate e le polemiche rintuzzate. Ma non ebbe dubbi, quando si trattò di sintetizzare un bilancio della sua vita: «Sono stato fortunato ad aver esercitato un'attività che mi ha dato tanta felicità a tutto campo». Cordoglio del rettore dell’ateneo Vanvitelli, Gianfranco Nicoletti: «Mi legava a lui un rapporto di amicizia e di stima, che conserverò sempre con affetto».