Uva a luglio e castagne a settembre: il cambiamento climatico è servito (in tavola)

Milano, 2 settembre 2026 – Già ora, a settembre, ci troveremo a mangiare castagne; l’uva era già in tavola a luglio. Cambiamento climatico, estate infinita con caldo record e alimentazione: qual è la ricaduta sulle nostre tavole? Che cibi non abbiamo più voglia di mangiare con queste temerature record?

Lo abbiamo chiesto a Daniela Martini, docente alla Statale di Milano e membro del comitato scientifico Sinu (Società italiana di nutrizione umana). Impegnata anche in progetti di ricerca che cercano di approfondire proprio questi temi, con un’attenzione speciale alle diete sostenibili, che combinino insieme aspetti nutrizionali e ambientali. Anche perché la popolazione mondiale continua a crescere ma le risorse non sono infinite. 

Daniela Martini, docente alla Statale di Milano in Scienza dell’alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate, membro del comitato scientifico Sinu (Società italiana di nutrizione umana)

Daniela Martini, docente alla Statale di Milano in Scienza dell’alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate, membro del comitato scientifico Sinu (Società italiana di nutrizione umana)

Professoressa, neanche a tavola ci sono più le mezze stagioni?

“Diciamo così: siamo abituati a inserire il concetto di stagionalità nell’alimentazione, con tanto di ruote”.

Solo che ora quelle ruote devono essere aggiornate.

“Ma non basta spostare la castagna da una casella all’altra per farla diventare un alimento estivo. Così stiamo curando il sintomo, non la causa. Perché resta comunque un cibo energetico. E nel nostro immaginario la pensiamo con un sottofondo di camino acceso, non è certamente un cibo da spiaggia...”.

Come si definisce la stagionalità?

“Tradizionalmente un alimento consumato nella sua stagione è arrivato al massimo della maturazione, per frutta e verdura parliamo anche di micro nutrienti”.

I dati ci dicono che gli italiani pensano di seguire la dieta mediterranea ma invece consumano troppa carne e poche verdure

I dati ci dicono che gli italiani pensano di seguire la dieta mediterranea ma invece consumano troppa carne e poche verdure

Ma la raccomandazione di consumare alimenti di stagione resta valida?

“Sì, ma poi bisogna capire quali sono, considerando che ormai l’estate comincia ad aprile e non accenna a finire”.

Abbiamo comunque una certezza: l’ambiente influisce sulla tavola.

“Il rapporto è bidirezionale, oggi finalmente lo abbiamo compreso. Non conta solo l’impatto del sistema alimentare sull’ambiente ma anche quello che l’ambiente ci restituisce”.

Quest'anno i castagni sono pieni di ricci: ma come influiscono sulla produzione di castagne le ondate di calore e cosa dobbiamo aspettarci sui prezzi?

Quest'anno i castagni sono pieni di ricci: ma come influiscono sulla produzione di castagne le ondate di calore e cosa dobbiamo aspettarci sui prezzi?

In altre parole?

“Per dire: bisogna tenere conto di come si modificano le rese dei prodotti. Perché le proprietà nutritive dipendono anche dalle caratteristiche ambientali, del terreno, della temperatura media e dai giorni di pioggia. Questo prima di tutto influenza la quantità, perché una certa coltivazione può essere attaccata da insetti o distrutta. Ma poi c’è tutto il capitolo delle proprietà nutritive”.

Spieghi.

“Si sta studiando se, in condizioni ambientali diverse, il latte avrà lo stesso contenuto di calcio e la frutta la stessa quantità di minerali. La domanda vale anche per gli alimenti che contengono ferro e per i cereali, che sono una fonte di minerali per chi non consuma cibi di origine animale. Naturalmente, questi sono ragionamenti di prospettiva, guardando al futuro”.

E sempre guardando avanti: come cambierà l’agricoltura?

“La ricerca sta andando avanti per selezionare le coltivazioni più resistenti, come il riso”.

A questo link le info su dieta mediterranea

Solo che quest’anno, pensando alla siccità del Po, è stato un disastro.

“Anche per questo si stanno cercando varietà che abbiano bisogno di meno acqua”.

Quindi l’uomo del cambiamento climatico si difende con l’innovazione?

“Sì. Penso anche alle colture idroponiche o all’agricoltura verticale”.

Ultima curiosità: di questi tempi cosa dobbiamo mangiare?

"Gli ultimi dati ci dicono che crediamo di seguire la dieta mediterranea invece non consumiamo più legumi, mettiamo in tavola troppa carne e poche verdure. Bene invece seguire un modello vegetale con un apporto moderato di origine animale”.