Valentina Perra: pugni, sogni e professionismo «Il futuro è delle donne»  - L'Unione Sarda.it

Il focus

03 settembre 2026 alle 00:17

Allieva di Alessio Boera e Luca Murgia rappresenterà i Quattro Mori agli Assoluti 

Ha la voce roca, tredici incontri alle spalle e una certezza che pronuncia come se fosse già sul ring: «In questo momento il pugilato lo stanno facendo soprattutto le donne, abbiamo l’aggressività agonistica e la capacità di sopportare il dolore e la fatica. Anche nella boxe, il futuro è nostro. Quando ci mettiamo in testa una cosa, la portiamo a termine». Valentina Perra, 18 anni, nata a Quartu a Sant’Elena, ha già le idee chiare sul proprio futuro. Medaglia d’argento agli italiani Under 19 nei pesi minimosca, da un mese è passata tra le Elite. A dicembre rappresenterà la Sardegna agli Assoluti. L’obiettivo? «Vado per l’oro. Sarà difficile, ma è per questo che mi alleno ogni giorno».

L’amore per la boxe

Il primo incontro con i guantoni arriva prestissimo. «Avevo otto anni, mio padre mi portò in palestra perché non potevo stare a casa da sola e in quel momento chiesi di fare pugilato. Ci sono voluti cinque anni prima di riuscire a infilare i guantoni». In palestra entra stabilmente a 13, ma la svolta arriva negli ultimi due anni, da quando ad allenarla alla University sono Alessio Boera e Luca Murgia. È lì che cominciano ad arrivare i risultati.

Sparring

I pugni non le fanno paura. «Si danno e si prendono. Sul ring sono a mio agio». Si allena quasi sempre con i maschi e sorride quando deve scegliere cosa la mette maggiormente in difficoltà: «Ho più ansia per questa intervista». Dietro quella sicurezza c’è però un lavoro che non riguarda solo muscoli, fiato e tecnica. Su suggerimento dei suoi allenatori ha iniziato un percorso con uno psicologo. «Mi sta aiutando tanto». Perché a 18 anni Valentina ha già scelto dove vuole arrivare. Le Olimpiadi non sono il suo pensiero. «Voglio diventare professionista». Vuole un pugilato diverso: «Combattere senza caschetto».

Il professionismo

Tredici match sono bastati per entrare già nel giro della Nazionale, ma per lei sono soltanto l’inizio. Fuori dalla palestra, i guantoni spariscono. Ad aspettarla c’è Margot. «La mia cagnetta. Per me è come una figlia». Durezza e tenerezza, senza contraddizione. Valentina ha solo diciotto anni, ma quando parla del domani ha già scelto: prima gli Assoluti, poi il professionismo. E sempre con la stessa idea: andare avanti fino alla fine.

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