Vannacci provoca: “Ora a Modena un’altra manifestazione contro chi sparge odio, El Koudri”

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Il leader di Futuro Nazionale stuzzica il sindaco di Modena, tornando sul caso dell'immigrato che si lanciò con l'auto contro la folla, all'indomani della perizia che ha chiarito come l'uomo fosse capace di intendere e di volere. A maggio scorso la manifestazione affinché un atto violento non venisse strumentalizzato per seminare discriminazioni contro gli immigrati

Da sinistra Roberto Vannacci, Salim El Koudri e Massimo Mezzetti

Da sinistra Roberto Vannacci, Salim El Koudri e Massimo Mezzetti

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Modena, 3 ottobre 2026 – “Ora Mazzetti, il sindaco di Modena, faccia un'altra manifestazione contro chi sparge odio...El Koudri." Il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci torna sul caso dell'immigrato che lo scorso maggio si lancio' con l'auto contro la folla nel centro di Modena all'indomani della perizia che ha chiarito come l'uomo fosse capace di intendere e di volere, "come confermano i periti nominati dal gip", sottolinea l'europarlamentare.

"Ora mi aspetto che la sinistra e il sindaco di Modena convochino un'altra manifestazione contro l'odio. Contro l'odio dell'attentatore per l'Italia, per gli italiani e per la nostra cultura e civiltà", conclude Vannacci.

Vannacci provoca: “Ora a Modena un’altra manifestazione contro chi sparge odio, El Koudri”

La manifestazione di maggio a Modena

A Modena la manifestazione pubblica contro l'odio era stata organizzata nel maggio 2026 a seguito dell'attacco condotto dal trentunenne Salim El Koudri, il quale travolse diverse persone con l'auto nel centro della città e aggredì dei passanti prima di essere bloccato.

La mobilitazione pubblica, promossa dal sindaco Massimo Mezzetti e dalle istituzioni locali, ha visto scendere in piazza Grande oltre cinquemila persone con motivazioni precise. In primis la risposta della città era stata quella di rifiutare che un atto violento venisse strumentalizzato per seminare odio e discriminazioni contro gli immigrati e dividere la comunità locale.

Inoltre, il presidio aveva rappresentato un gesto collettivo di vicinanza verso le persone ferite e di affermazione dei valori di convivenza democratica, pacifica e inclusiva in risposta al clima di tensione creatosi in città.

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