Bizzozero in festa: dalla mensa ai tavoli, la macchina del cuore che ha donato oltre 200mila euro alla città

Cinquant'anni di solidarietà nata dal tifo per il Varese Calcio. Dana, la responsabile dei ragazzi che servono ai tavoli: "Chiuderemo con oltre ventimila pasti somministrati"

Generico 10 Aug 2026

Dana lavora alla festa da 32 anni. Allora era una ragazzina e aspettava agosto per essere protagonista della festa di ferragosto. Oggi coordina le ragazze e i ragazzi che sono un punto di forza.

Dal primo agosto oltre 1300 pasti al giorno, almeno mille la sera e 300 a pranzo. “Chiuderemo con ben più di ventimila pasti e siamo felici di questo risultato. Arrivano sempre più persone”. Non è ancora stato deciso a chi versare un contributo in solidarietà, ma visti i risultati degli anni passati c’è da credere che sarà una donazione molto corposa.

Entusiasmo, passione e tanta voglia di passare il tempo insieme, dalla cucina, alla mescita fino al servizio al tavolo. “Vedere decine di giovani fare lo slalom tra i tavoli con vassoi pieni di cibo e bevande ogni volta fa pensare alla magia sia del servizio che della volontà di arrivare al successo attuale”.

Dietro i vassoi che corrono tra i tavoli di Largo Gajard c’è una storia lunga cinquant’anni. L’associazione nasce infatti nel 1974 come sezione del Club Varese, nato dall’aggregazione dei tifosi bizzozeresi del Varese Calcio. Dopo il 2000 il gruppo cambia pelle e nome, diventando Associazione Club Bizzozero Onlus, per poi assestarsi sull’attuale denominazione di Associazione Club Bizzozero. Nel tempo il tifo sportivo ha lasciato progressivamente spazio alla solidarietà e all’animazione della vita di quartiere, di cui la Festa di Ferragosto, due settimane di ristorazione, musica, ballo e intrattenimento nel parco comunale di Largo Gajard, è oggi l’espressione più visibile.

E i numeri, appunto, raccontano una crescita costante. Una grafica riepilogativa esposta proprio in occasione della festa ripercorre le principali donazioni degli ultimi anni: si parte dal 2011, con un polisonnigrafo pediatrico da 14.500 euro donato all’Ospedale Filippo Del Ponte, seguito nel 2012 da uno spirometro pediatrico da 10.000 euro per lo stesso reparto. Nel 2016/2017/2018 i fondi raccolti in tre anni hanno permesso di donare alla Croce Rossa di Varese un’ambulanza da 80.000 euro. Nel 2019 è stata la volta di un ecografo per dialisi da 9.000 euro per la Fondazione Macchi.

Il legame con la pediatria del Del Ponte si è fatto negli ultimi anni ancora più stretto: nel 2023 un’attrezzatura pulmovista per la cura e la diagnosi polmonare, del valore di 30.000 euro, e nel 2025 un nuovo sistema video con telecamera C3 e fibroscopio da 12.000 euro. Il biennio 2025/2026 ha invece visto la raccolta fondi destinata a un’auto medica attrezzata per interventi in luoghi disagiati, del valore di 40.000 euro, donata alla Croce Rossa di Varese.

Non solo grandi apparecchiature e mezzi di soccorso: il Club ha sostenuto negli anni anche realtà come la mensa della Croce Rossa, la mensa dei poveri delle suore della Carità e la parrocchia di Bizzozero, oltre a numerose associazioni di volontariato del territorio provinciale.

Anche gli anni più recenti, non riportati nella grafica esposta alla festa, confermano il trend: nel 2023 l’associazione ha devoluto 50.000 euro, di cui 30.000 destinati a un progetto per la Terapia Intensiva Neonatale del Del Ponte; nel 2024 sono stati distribuiti 35.000 euro tra diverse realtà, tra cui Casa San Carlo, Fondazione Felicita Morandi, Camminiamo Insieme, Good Samaritan, Magari Domani e Amici del Pezzettino. Sempre nel 2024, alla Terapia Intensiva Pediatrica del Del Ponte è stata donata un’apparecchiatura da oltre 30.000 euro per monitorare la distribuzione dell’aria nei polmoni dei bambini con patologie respiratorie.

Una macchina organizzativa che, come ricorda Dana, si regge sull’entusiasmo di generazioni diverse di volontari,da chi, come lei, ha visto crescere la festa negli ultimi trent’anni, a chi oggi impara a destreggiarsi tra i tavoli con lo stesso spirito di sempre. Un impegno che, edizione dopo edizione, si traduce in donazioni concrete per ospedali, Croce Rossa e associazioni del territorio: un cerchio che si chiude e si riapre ogni agosto, tra un piatto servito e l’altro.

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