Viaggio nelle truffe online: quei ragazzi vittime e carnefici, con la promessa di soldi facili

Il fenomeno spiegato dagli esperti: come vengono scelti i bersagli e su cosa fanno leva i messaggi d’ingaggio. “I capi sono all’estero e fanno largo uso dell’intelligenza artificiale”. La vulnerabilità dei giovanissimi e i prodotti offerti, sempre diversi. “La difesa? Cominciamo a ricordare che nessuno ti regala niente”

Dal money muling al vishing: il dizionario delle truffe economiche si arricchisce sempre di nuovi vocaboli per raccontare raggiri sempre nuovi

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Roma, 18 settembre 2026 - Truffe piramidali che promettono soldi, tanti e subito, senza fare fatica. La vittima (anche giovanissima) viene ‘arruolata’ e diventa complice in un giro vorticoso governato da bande che spesso operano all’estero e fanno larghissimo uso di intelligenza artificiale.

Il 13enne che ha accoltellato la prof in una scuola di Roma non ci rimette solo di fronte all’emergenza dei ragazzi con le lame (anche negli zaini), ma ci accompagna direttamente nel web più oscuro. Quello di Telegram, ad esempio. Proprio la ribalta che lo studente aveva pensato per la sua aggressione.

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I tentacoli del deep web

Paolo Dal Checco, consulente informatico forense che ha indagato nei grandi gialli italiani, dalla scomparsa di Emanuela Orlandi al delitto di Garlasco, premette che ad essere adescati non solo soltanto ragazzini ma “anche anziani e prima di tutto chi ha bisogno di soldi”. Spiega: “Tra i canali più pericolosi ci sono senz’altro WhatsApp e Telegram. Negli annunci si promettono lavoro, guadagno, magari la possibilità di scaricare quello che si vuole”. In breve “la vittima diventa complice, magari in modo inconsapevole. Le persone più colpite? Quelle che hanno un basso reddito e una necessità immediata di denaro”.

Truffe online, come vengono agganciati i ragazzi

Elvis Mazzoni, professore associato di psicologia dello sviluppo e coordinatore della laurea magistrale in psicologia scolastica e di comunità all’università di Bologna, ricorda che l’ingaggio avviene anche con i giochi. E fa presa “sulla vulnerabilità dei giovanissimi, nell’online avere e apparire è fondamentale. La domanda è: come faccio a fare denaro subito? Perché quello diventa lo strumento per realizzare la propria identità, negli anni in cui si sta formando. Compare qualcuno che ti dice, con poco puoi fare tutto. Questa è una sirena. Inutile spiegare che poi arriva la polizia. Non fa presa. Anche perché i ragazzi si lasciano convincere molto dagli amici”. A questo punto, per capire il livello di rischio e di esposizione, è bene ricordare un dato: Save the children (rapporto 2025) ci ricorda che un bambino su tre tra i 6 e i 10 anni usa lo smartphone tutti i giorni.

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La truffa dei like e del trading online

La prospettiva di un guadagno facile è anche la leva del money muling, in altre parole il mettere like dietro compenso, pare banale ma può approdare a ‘investimenti’ rovinosi per sé e per gli altri. Massimiliano Dona, avvocato e presidente dell’Unione nazionale consumatori, mette in guardia anche da un altro fenomeno: “Ci sono piattaforme illegali di trading online accessibili anche da minorenni. L’adolescente alla fine è vittima e complice. Perché i truffatori adulti sanno bene che per entrare nelle community dei ragazzi bisogna avere degli ambasciatori. L’oggetto è sempre nuovo, dagli investimenti in fantomatici programmi energetici al commercio di prodotti della moda, magari contraffatti. Un adolescente ormai si sente un trader capace di commerciare e soprattutto di fare soldi in autonomia. Un tempo si vendevano i fumetti usati, oggi la realtà è questa”.

I burner phone imprendibili

Dal Checco ci porta nei meandri di un meccanismo infernale: “All’inizio si vede un guadagno immediato, ti arriva un bonifico che in genere è pagato da un’altra vittima, convinta di investire. Perché in questi raggiri si combinano insieme tantissime pedine. Ci sono team di persone che usano tantissimo l’intelligenza artificiale. Spesso le chat di supporto sono generate dai bot che danno vita a migliaia di raggiri al secondo”.

Ma nessuno regala niente

Il messaggio, trasversale a molte categorie di vittime potenziali, “punta sempre sui soldi immediati, ai ragazzini viene offerta anche la prospettiva di ricariche telefoniche”. Chi tiene le fila è difficile da individuare, “le indagini spesso si trovano di fronte a sistemi di comunicazione anonima non tracciabile come i burner phone, telefoni usa e getta”. Le menti criminali “sono all’estero, spesso in Nord Africa o nell’Europa dell’Est”. Ma entrano in gioco anche le scam city. L’obiettivo è sempre lo stesso: i soldi. Ma allora Dal Checco, qual è la difesa? “Si può riassumere tutto in una massima che però a quanto pare tendiamo a dimenticare: nessuno regala niente”.

La morte in diretta su Telegram

Ed è impossibile dimenticare il suicidio di Andrea Prospero, lo studente di 19 anni che si è tolto la vita assumendo farmaci, agghiacciante la chat in diretta su Telegram, a Perugia si sta celebrando il processo a chi è accusato di aver rafforzato quel proposito senza ritorno. L’avvocato della famiglia, Francesco Mangano, aveva messo in luce che anche Andrea era stato adescato da persone senza scrupoli “per far parte di gruppi che poi si sono rivelati essere dediti al phishing e a truffe di piccolo cabotaggio. Poi è incappato in altri coetanei e qualcuno si è approfittato della sua fragilità”.

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