Vino, il progetto “Malvasia Pop Up” vince l’Iter Vitis Award 2026

Milano, 15 ott. (askanews) – “Malvasia Pop Up”, il progetto culturale ed enogastronomico ideato a Venezia da Laura Riolfatto, ha ricevuto l'”Iter Vitis Award 2026″ nella categoria Best Wine and Food Experience. Il riconoscimento è stato assegnato a Ilok, in Croazia, nell’ambito dei premi promossi da Iter Vitis, Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa dedicato al patrimonio vitivinicolo e all’enoturismo sostenibile. Al centro dell’iniziativa premiata c’è una ricerca sulle diciannove varietà italiane di Malvasia, raccontate attraverso degustazioni, incontri gastronomici e percorsi alla scoperta dei loro territori e dei legami storici con Venezia e il Mediterraneo.

Nato nel 2025 negli spazi dei Docks Cantieri Cucchini, a San Pietro di Castello, “Malvasia Pop Up” affronta un capitolo poco conosciuto della viticoltura italiana. Malvasia, infatti, non identifica un unico vitigno, ma un insieme di varietà anche molto diverse tra loro, spesso prive di una stretta parentela genetica. Comprende uve a bacca bianca, nera e rosa, aromatiche e non aromatiche, diffuse in numerose regioni. La Malvasia di Candia Aromatica, coltivata soprattutto in Emilia, è distinta dalla Malvasia Bianca di Candia, mentre in Piemonte si trovano varietà a bacca nera come la Malvasia di Casorzo e quella di Schierano. Una diversità che la ricerca di Riolfatto porta all’attenzione del pubblico attraverso il confronto tra vini, territori e tradizioni produttive.

Il nome Malvasia conserva una storia altrettanto articolata. La sua origine viene ricondotta a Monemvasia, porto del Peloponneso dal quale transitavano vini destinati ai mercati del Mediterraneo. Furono soprattutto i commerci veneziani a diffonderne il nome, che nel tempo finì per identificare vini e vitigni di provenienze differenti. A Venezia le “malvasie” erano anche le botteghe specializzate nella vendita di vini d’importazione, in particolare greci. La parola entrò così nel linguaggio cittadino, lasciando tracce nella geografia urbana e nelle consuetudini di consumo della Serenissima. È da questo intreccio tra commercio, viticoltura e vita quotidiana che prende le mosse il progetto veneziano.

Laura Riolfatto, cultural project manager, sommelier e narratrice del vino, ha sviluppato la ricerca attraverso degustazioni dedicate a varietà spesso poco conosciute, incontri con i produttori, fotografia e approfondimenti gastronomici. Il premio riconosce un lavoro che affianca alla conoscenza dei vini quella dei luoghi e delle vicende che ne hanno accompagnato la diffusione. In occasione della premiazione, Riolfatto è stata inoltre nominata Malvasia Ambassador per “Malvasia Myth”, progetto internazionale dedicato al patrimonio culturale e vitivinicolo delle Malvasie.

“Malvasia Pop Up nasce da una domanda molto semplice – ha dichiarato Riolfatto – quante storie possiamo raccontare partendo da un bicchiere di Malvasia? Da lì è iniziata una ricerca che mi ha portata a mettere insieme vino, storia, arte, cibo, fotografia e cultura della tavola, seguendo il legame profondo che unisce le Malvasie a Venezia e al Mediterraneo. Ricevere questo premio significa vedere riconosciuto proprio questo modo di intendere il vino, non soltanto come qualcosa da degustare, bensì come un linguaggio attraverso il quale raccontare cultura, memoria e storia”.

Il programma autunnale proseguirà il 17 ottobre con “Verso sera, in Laguna”, una navigazione sul bragozzo storico Sant’Alban di Camoma, in partenza alle 17.30 da San Pietro di Castello. Durante il percorso verranno ripercorse le rotte dei commerci veneziani della Malvasia, prima di raggiungere l’isola delle Vignole. Qui l’attenzione si sposterà sulla Dorona, antico vitigno coltivato nella laguna, con una degustazione accompagnata dai piatti preparati da I Sapori delle Vignole. Il rientro a Venezia è previsto al calare della sera.

Il 20 novembre, nella Tesa3 Marzotto dei Docks Cantieri Cucchini, lo scrittore veneziano Alberto Toso Fei sarà protagonista di “La Notte delle Malvasie – Storie, misteri e vino nella Venezia d’autunno”. Leggende e aneddoti della città accompagneranno la degustazione di tre rare Malvasie rosse italiane, con un approfondimento sulle differenze tra vitigni e territori. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con Iter Vitis e con il Consorzio di Tutela della Malvasia di Casorzo Doc, una delle Denominazioni piemontesi legate a una varietà aromatica a bacca nera. Il calendario del 2026 si concluderà il 20 dicembre con “La tavola come linguaggio culturale”, un pranzo dedicato alle Malvasie rosse italiane. I vini accompagneranno un percorso gastronomico costruito attorno alle tradizioni dei rispettivi territori, in un incontro riservato a pochi partecipanti. Anche questo appuntamento si svolgerà nella Tesa3 Marzotto, ai Docks Cantieri Cucchini, chiudendo il secondo anno di attività del progetto.

Dal settembre 2025 “Malvasia Pop Up” aderisce inoltre alla rete di “Via Querinissima”, l’itinerario culturale europeo che ripercorre il viaggio compiuto nel Quattrocento dal mercante veneziano Pietro Querini. La rotta collega Venezia ad altri territori europei attraverso la storia della navigazione e degli scambi commerciali e alimentari, affiancando alla ricerca sulle Malvasie un ulteriore percorso dedicato ai rapporti tra la città lagunare e il resto d’Europa.