Zazzaroni: "Nel mercato rinomati maestri del chiagni e fotti"

Matarrese e Agbonifo

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Tra le pagine dell'edizione odierna del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, ha parlato così del calciomercato dei club italiani: "Questa riflessione può essere condivisa solo da chi la vuole capire: non è un attacco a Paratici, il migliore di tutti loro (i ds), ma a un sistema che conferma ogni volta di più di parlare bene e - subito dopo - razzolare male, malissimo. Comprendo naturalmente l’entusiasmo quasi adolescenziale del nostro Polverosi e di tutti i fiorentini per l’arrivo di Mastantuono. E quindi, mentre le creme solari cospargono i corpi e gli incendi estivi ci tolgono ossigeno, brucia anche la casa azzurra perché il fuoco non si è ancora spento e i fumi della rivolta contro Roberto Mancini continuano a produrre esalazioni potenzialmente tossiche. Dopo la Lega Serie A, dopo i moralisti in servizio permanente effettivo, dopo le ripetute cacofonie dei presidenti travestiti da polizia del buon gusto, ecco Nemanja Matic, colto anch’egli dall’urgenza di far sapere ai tifosi sotto l’ombrellone, gente che al più lo ricorda come in uno scioglilingua trottare tra le linee, che lui, per la Nazionale, avrebbe scelto Conte.

Ivan Zazzaroni parla dell'inchiesta arbitri
L'opinione di Zazzaroni

Il problema, come diremmo se solo avessero la grazia di ascoltare anche le inconsolabili vedove di Antonio, che è talmente bravo da non aver bisogno di promoter occasionali e paramarottiani, non è Conte proprio come non è Mancini. Il problema sta a valle dove è troppo pericoloso sporgersi per vedere perché rischi di scoprire il giochino, il trucco, la verità. Potrebbe fare male. Potrebbe essere sconveniente.

Potrebbe soprattutto smontare la costruzione di una bugia e a quel punto bisognerebbe spiegare. E spiegare che da un lato si starnazza preoccupati per le sorti della Nazionale e dall’altro si continuano a deprimere gli italiani acquistando a peso d’oro stranieri, troppo spesso di dubbia qualità, che arrivano sul nostro suolo al solo scopo di togliere loro il posto, creerebbe un vuoto di senso. È un peccato, ma è ciò che accade tutti i giorni in sede di calciomercato, nelle stanze dei nostri padroni del vapore, nei consessi blindati in cui pubblicamente si esprime un addolorato punto di vista e dall’altro, da rinomati maestri del chiagni e fotti, ci si comporta in tutt’altro modo. Puoi chiamarti dottore o puoi chiamarti scienziato, come canta il mio concittadino e amico Cesare Cremonini, ma alla lunga non puoi nasconderti. E non puoi nascondere l’assurdità di un movimento che penalizza chi ha il passaporto della Repubblica italiana a vantaggio di un esotismo e di un’esterofilia che non solo è molto provinciale, ma abbatte ogni giorno le percentuali di risalita dallo sprofondo.

Zazzaroni su inchiesta Rocchi

Prendiamo la Fiorentina, ad esempio. Un esempio puramente scolastico perché così fan tutti. Ecco, la Fiorentina spende una settantina di milioni per rendere la densità di popolazione del centrocampo viola terreno inabile all’esistenza di Fagioli, Ndour e Mandragora, azzurrabili. Il nuovo corso, scrivono. La rivoluzione di Paratici, aggiungono. Ora: è visione del futuro, questa? È voler bene alla Nazionale? E non si tratta né di sciovinismo, né di nazionalismo, ma di onestà di fondo. Se poi invece l’obiettivo è non avere più una squadra che rappresenti il Paese, ma organizzare gite australiane o plotoni di esecuzione per il ct scelto da Malagò, preparate i proiettili ma almeno fatelo in silenzio. È più decente, è più dignitoso. PS. Un pensiero affettuoso anche per Miretti (Juve), 23 anni e quasi 100 partite in serie A, Ricci e Camarda (Milan), Vergara (Napoli), Frattesi (Inter), Pisilli (Roma), Ahanor (Atalanta), Favasuli (Catanzaro), Dagasso (Venezia) e derivati...