Zerocalcare intervistato dai giovani, parla di ansia e consiglia autodisciplina - Libri - Ansa.it

Zerocalcare ospite oggi, con un intervento da remoto, al Next generation fest a Firenze, evento della Regione Toscana rivolto alla generazione Z e Alfa.
Otto ragazze e ragazzi, selezionati tramite i social di GiovaniSì, hanno posto nel pomeriggio le loro domande al disegnatore e narratore. La prima ha riguardato uno degli elementi che caratterizzano le sue storie, l'ansia.
"L'ossessione di non riuscire a trovare un posto - ha risposto Zerocalcare - e girare intorno alle cose senza capire qual era quella che desideravo davvero in questo momento non me la sto vivendo. Le altre ansie sono ancora lì". "Spesso - ha continuato - sento di non fare abbastanza sentire la mia voce e di non aiutare abbastanza i più deboli. Ancora adesso l'idea di deludere mi colpisce. Prima pensavo di deludere le persone che mi volevano bene, adesso è sostanzialmente cresciuto il numero di persone che si aspettano delle cose da me e quindi l'ansia è cresciuta". "Sono cambiate parecchie cose da quando ho cominciato a scrivere e disegnare. Alcune sono un cambio di paradigma gigantesco. Tutta la questione dell'ecoansia, per esempio. La mia generazione aveva il problema del fallimento individuale. Cioè era un mondo in cui tutti riuscivano, o sembravano farcela, ognuno di noi aveva il terrore di essere quello che rimaneva indietro".
Rispondendo ancora ai giovani sul difficile equilibrio tra la verità e invenzione e creazione Zerocalcare ha spiegato: "Cerco di essere molto fedele nel racconto delle emozioni, quindi non riesco a raccontare emozioni che non mi sono capitate o situazioni dove non mi sono trovato. Prendo sempre spunto da qualcosa che conosco, molto riconoscibile. Poi posso fare in modo che magari qualcuno, che non voglio che si riconosca, venga fuori disegnato come se fosse qualcun'altro".
Un consiglio ai giovani che vogliono seguire la sua strada? "Io sono stato fortunato e ne sono consapevole. - ha detto - Una cosa importante è l'autodisciplina, soprattutto all'inizio, devi finire subito quello che hai iniziato, sennò avrai tanti incipit e nessuno saprà mai se sei bravo a raccontare una storia".

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