CEGLIE MESSAPICA (BRINDISI) «Estendere la Zes a tutto il territorio nazionale». Parola di Giorgia Meloni. La premier interviene ieri con un videomessaggio a «La Piazza», la tre giorni di Affari Italiani di Ceglie Messapica, nel Brindisino. E la Zes è anche uno dei panel di ieri sera per discutere di sviluppo del Mezzogiorno. Con un incipit, chiaro e deciso un’ora prima, che arriva dalla Meloni nel suo messaggio: avanti sulla stessa rotta che ha fatto crescere in questi anni il Mezzogiorno più della media nazionale.
LA PREMIER
«Restituire centralità al Sud rappresenta una delle nostre priorità. Per noi restituire centralità al Sud rappresenta una priorità che abbiamo portato avanti fin dal nostro insediamento con scelte innovative e coraggiose», premette la Meloni che è in vacanza in Puglia e, sempre nella stessa regione, a Bari, il prossimo 4 settembre festeggerà il record di longevità del suo governo. E qui si innesta il progetto sulla Zes «che ha generato fino ad ora un giro di affari da 60 miliardi di euro nel Mezzogiorno e che ha contribuito a far crescere questi territori più della media nazionale: una strategia di sviluppo che - puntualizza la premier - poggia su alcuni meccanismi particolarmente concreti ed efficaci come quelli delle semplificazioni e che intendiamo estendere a tutto il territorio nazionale». Poi aggiunge: «È un dossier che stiamo seguendo con grande attenzione perché è sotto gli occhi di tutti quale sia l’impatto della Zes unica sulla crescita e sull’occupazione e vogliamo amplificarne i benefici».
IL TAVOLO
«Il Sud cresce per il quarto anno consecutivo. Non è un miracolo ma il frutto di una visione strategica che questo governo si è dato sin dal primo giorno. Cresce il Pil, lo certificano Svimez e Banca d’Italia», premette Luigi Sbarra, sottosegretario alle Politiche per il Sud prima di snocciolare i numeri. «Nel secondo trimestre 2026 registriamo una natalità di 11550 nuove aziende, cresce l’occupazione, siamo al 50 per cento, comprese quelle quella giovanile e femminile. C’entra, in tutto questo, il Pnrr, la riforma delle politiche di Coesione e - precisa ancora Sbarra - terzo fattore di successo, è la Zes unica, nata nell’autunno 2023. Questa crescita del Sud dimostra che, in presenza di politiche pubbliche mirate ed efficaci, si può ripartire: se cresce il Mezzogiorno riparte l’intero Paese». Ma perché l’accelerata solo negli ultimi anni? «Lo strumento della Zes parte nel 2017 con 8 strutture regionali, settori limitati e quindi con risultati insignificanti. Con la Zes unica, invece, c’è la svolta, grazie alla Meloni e al ministro Fitto, con l’apertura dei confini a tutto il Sud ed una struttura ad hoc a guidare questo processo che non si ferma: solo tra il 2024 ed il 2028 sono stati programmati 10 miliardi investimenti pubblici per rafforzare e consolidare questa misura». D’accordo con il sottosegretario anche Ercole Incalza, già capo della Struttura tecnica di missione del ministero delle Infrastrutture.
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«Per sette anni, nonostante il succedersi dei governi, la Zes non è riuscita a produrre nulla nonostante avesse commissari encomiabili al lavoro. Grazie invece al ministro Raffaele Fitto è invece cambiato tutto con la struttura unica. Ed i dati sono sotto gli occhi di tutti». «Flessibilità e semplificazione, sono i concetti che hanno definito la nuova Zes facendola decollare davvero», insiste anche l’eurodeputato di Fdi Francesco Ventola che guarda già ai prossimi fondi Ue che saranno semplificati: «La nuova politica di coesione 2028-2034 prevede circa 900 miliardi ma 4 strategie invece di 7 e molte meno misure». Ovviamente nella strategia di crescita del Mezzogiorno le infrastrutture hanno un ruolo determinante. «In questi anni abbiamo investito sul Sud più risorse rispetto al Nord. Abbiamo 1200 chilometri di Alta velocità, ma l’unico tratto che interessa il Centro-Sud è Roma-Napoli-Salerno: stiamo lavorando sulla Salerno-Reggio Calabria e siamo già in uno stadio avanzato sui cantieri della Campania, il resto è tutto progettato e in corso di finanziamento», sottolinea il vicedirettore generale Corporate di Fs. Poi sulla Napoli-Bari: «Ci mancano solo 29 km di galleria: puntiamo ad avere un collegamento in due ore entro il 2029». Aggiunge Claudio Andrea Gemme ad dell’Anas: «Ognuno deve fare la sua parte: le Zes funzionano se noi arriviamo con le nostre strade alle aziende. Serve questo combinato disposto per creare nel Sud un hub fondamentale per i trasporti».