Alternando sequenze di pregevole fattura ad altri momenti troppo autocompiaciuti, “Primetime” è un lungometraggio che funziona a metà: le riflessioni sulla televisione e il nostro modo di guardarla sono ficcanti, ma gli spunti rischiano una certa ripetitività e anche la conclusione non è all’altezza delle ottime premesse. Ottima, in ogni caso, la prova di Pattinson.
“Mr. Nelson, Did You Kill People?”
«Se è naturale temere di diventare vittime di una guerra, questa storia ci fa comprendere che diventarne carnefici è altrettanto terrificante»: il regista giapponese Shin’ya Tsukamoto ha usato queste parole per accompagnare a Venezia “Mr. Nelson, Did You Kill People?”, film inserito nel concorso principale.
Tsukamoto, diventato celebre con film cult come “Tetsuo” e “A Snake of June”, da alcuni anni si sta dedicando al cinema di guerra, attraverso pellicole profondamente impegnate e con un taglio prettamente antimilitarista: da “Fires on the Plain” (2014) a “Hokage – Ombra di fuoco” (2023), il cinema dell’autore nipponico si è spostato in maniera decisa verso questa linea che prosegue con “Mr. Nelson, Did You Kill People?”, tratto dalla vera storia di un soldato americano reduce dal Vietnam.
Nato in una famiglia povera di New York, Allen Nelson si arruola nel Corpo dei Marines a diciotto anni per sfuggire alla discriminazione e alla miseria. Dopo aver prestato servizio a Camp Hansen, a Okinawa, nel 1966 viene inviato al fronte durante la guerra del Vietnam, convinto di poter diventare un soldato coraggioso. Ma ciò che lo attende non è la gloria. Al suo rientro in patria, a ventitré anni, lo aspettano giornate tormentate e notti insonni, ossessionate dai ricordi del campo di battaglia. Terrorizzato dai rumori forti e dal buio, vede sfaldarsi i legami familiari fino a ritrovarsi senza fissa dimora. L’unico filo che lo tiene ancora legato al mondo è il dottor Daniels, uno psichiatra che presta servizio in un ospedale per reduci che gli offre sostegno e consulenza terapeutica.
Oltre al campo di battaglia e al racconto del trauma che ne è conseguito, Tsukamoto si concentra molto sul descrivere le conferenze a scopo pacifista che Nelson ha iniziato a tenere: partendo dalla scuola dove studiava il suo figliastro fino ad arrivare a parlare in Estremo Oriente.