Mark Zuckerberg ha ingaggiato una durissima battaglia per il potere e il denaro contro il consiglio di amministrazione di Meta. Al centro dello scontro, emerso da un documento finanziario ufficiale, ci sono il controllo assoluto del colosso da 1.700 miliardi di dollari e un nuovo, colossale piano di compensi. Per mesi le trattative hanno portato l'azienda a un passo dal caos, con i membri del board che hanno persino valutato le dimissioni in blocco pur di non cedere alle richieste dell'amministratore delegato.
Cosa c'è dietro lo scontro
La scintilla, come ricostruisce il Washington Post è scoppiata alla fine dello scorso anno, quando Meta ha riscontrato la necessità di raccogliere ingenti capitali per finanziare la dispendiosa corsa all'intelligenza artificiale. La strategia consisteva nel creare un nuovo tipo di azioni da vendere sul mercato e distribuire ai dipendenti. Zuckerberg ha subito preteso che l'emissione dei nuovi titoli e le sue future vendite azionarie non intaccassero il suo potere di veto sulle decisioni aziendali. I consiglieri si sono opposti, giudicando ingiusto per gli altri azionisti che il fondatore potesse monetizzare i propri titoli mantenendo un dominio assoluto.
Con l'inasprirsi della controversia, i legali di Zuckerberg hanno chiesto al consiglio di avviare una discussione su un nuovo piano di compensazione basato su azioni, molto simile ai pacchetti retributivi miliardari di Elon Musk in Tesla. Come leva negoziale, Zuckerberg ha minacciato di trasferirsi fuori dalla California per evitare una nuova tassa patrimoniale sui miliardari. Il board ha tentato di scongiurare l'addio, temendo che l'assenza del leader potesse destabilizzare il gruppo. A inizio settembre la tensione ha raggiunto il punto di rottura. Zuckerberg ha calato un asso psicologico durante una cena ufficiale, annunciando l'imminente messa in vendita della sua storica residenza a Palo Alto. La mossa avrebbe scatenato un polverone mediatico imbarazzante per l'azienda. Messo alle strette, il consiglio d'amministrazione ha accelerato i negoziati, siglando un compromesso a metà settembre.
L'accordo finale
L'accordo finale prevede che Zuckerberg rimanga residente in California per otto anni. Potrà vendere solo una frazione delle sue azioni senza perdere i diritti di voto, sbloccandone altre solo in base alla sua permanenza. Se in qualunque altra società quotata una simile ristrutturazione richiederebbe il voto dell'assemblea, in Meta la struttura proprietaria ha permesso a Mark Zuckerberg di decidere da solo, vincendo la guerra contro i suoi stessi controllori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA