14enne lasciata a piedi dal bus sostitutivo: la denuncia della famiglia, l'autista nega

Una ragazza di 14 anni, nata in Italia e residente a Cuneo, ha denunciato di non essere stata fatta salire su un autobus sostitutivo di un treno alla stazione di Fossano, nel Cuneese, a causa della sua origine straniera. Secondo il racconto della giovane e della sua famiglia, l’autista le avrebbe detto di far salire “solo gli italiani”. Il conducente, però, nega di aver pronunciato quella frase. La vicenda è finita in una denuncia ai carabinieri e in un’interrogazione parlamentare.

Cosa sarebbe successo alla stazione

Secondo la ricostruzione della famiglia, la ragazza, di origini marocchine e in possesso di un regolare titolo di viaggio, si sarebbe vista rifiutare la salita sul bus sostitutivo. Da qui il confronto con l’autista, in parte ripreso in un video e poi diffuso.

La famiglia ha presentato denuncia ai carabinieri. L’autista, dal canto suo, respinge la ricostruzione e nega di aver detto di far salire solo passeggeri italiani. Al momento, quindi, sui fatti esistono due versioni contrapposte, e sarà l’accertamento delle autorità a chiarire cosa sia effettivamente accaduto.

L’interrogazione del Pd al ministro Salvini

Il caso è arrivato in Parlamento. Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, e la deputata dem Ouidad Bakkali hanno presentato un’interrogazione al ministro dei Trasporti Matteo Salvini.

“Quanto denunciato dalla famiglia della ragazza di 14 anni alla stazione di Fossano, se confermato, sarebbe un fatto di estrema gravità”, affermano le due parlamentari. “Alla giovane, nata in Italia, residente a Cuneo e in possesso di un regolare titolo di viaggio, sarebbe stato impedito di salire su un autobus sostitutivo perché non italiana. Chiediamo che venga fatta piena luce sull’accaduto e che Trenitalia accerti eventuali responsabilità”.

Le deputate invitano a non ridurre la vicenda a un semplice litigio: “Non vogliamo anticipare gli accertamenti, ma una vicenda di questo tipo non può essere derubricata a un semplice diverbio. Se la ricostruzione fosse confermata, si tratterebbe di un comportamento incompatibile con il principio di uguaglianza nell’accesso ai servizi e con la dignità della persona, tanto più quando è coinvolta una minorenne. Chi gestisce un servizio destinato alla collettività ha il dovere di garantire a tutti e tutte le stesse condizioni di accesso”.

Da qui le richieste al ministro: “Abbiamo chiesto al ministro dei Trasporti Salvini di verificare la dinamica dei fatti, di conoscere gli accertamenti svolti da Trenitalia e gli eventuali provvedimenti adottati o che si intendano adottare. Un servizio sostitutivo del trasporto ferroviario deve essere accessibile a ogni passeggero senza discriminazioni legate alla nazionalità o all’origine. Su questo non possono esserci ambiguità”.

Immagine generata con IA.