“250.000 euro al mese per lei era una follia, voleva continuare a rubarmi soldi”: il Tribunale boccia l'assegno di mantenimento chiesto da Wanda Nara e Icardi esulta - Il Fatto Quotidiano

La guerra tra Mauro Icardi e Wanda Nara non sembra ancora destinata a finire. L’ultimo capitolo della lunga separazione tra l’attaccante argentino e la showgirl e imprenditrice riguarda il fronte economico: il Tribunale di Milano ha infatti respinto la richiesta di un assegno di mantenimento provvisorio avanzata da Wanda Nara nell’ambito della procedura di divorzio. Una decisione accolta da Icardi come una vera e propria vittoria giudiziaria e che il calciatore del Galatasaray ha voluto celebrare pubblicamente attraverso i propri social. Secondo quanto raccontato dall’argentino, la richiesta economica presentata dalla ex moglie avrebbe previsto cifre molto elevate: 250.000 euro al mese per Wanda Nara, 65.000 euro mensili per ciascuna delle due figlie della coppia, Francesca e Isabella, oltre a un ulteriore risarcimento da 100mila euro al mese legato alla separazione.

Una richiesta che il centravanti ha definito senza mezzi termini una “follia”, esprimendo tutta la sua soddisfazione per la decisione del giudice: “Buongiorno Milano. Da queste parti ci sono sempre belle notizie. È arrivata una nuova decisione”, ha scritto l’attaccante ex Inter raccontando la propria versione dei fatti. “Nel processo di divorzio avevano preteso da me le seguenti somme: per la mia ex moglie 250.000 euro mensili; per ciascuna delle mie figlie 65.000 euro; come risarcimento per il divorzio: 100.000 euro mensili”.

Poi l’attacco diretto alla ex moglie e al suo entourage legale: “Il giudice, il 1° giugno 2026, ha respinto questa follia. Non soddisfatti di questa decisione, hanno presentato ricorso con l’avidità di continuare a rubarmi i soldi. Il 27 luglio 2026 la decisione della giustizia italiana è stata chiarissima: il ricorso è stato dichiarato inammissibile (invalido). Così hanno chiuso la porta a ogni tipo di richiesta e pretesa”.

La motivazione del Tribunale

Al centro della decisione del Tribunale di Milano non c’è ancora la conclusione definitiva del divorzio, ma una fase intermedia particolarmente delicata: quella relativa al possibile mantenimento temporaneo. Il giudice Anna Cattaneo ha respinto le richieste presentate dalla difesa di Wanda Nara, considerando determinante la sua situazione economica e professionale. Secondo quanto emerso, la showgirl avrebbe infatti un patrimonio e una capacità reddituale tali da poter provvedere autonomamente al proprio sostentamento.

Una valutazione che ha dato ulteriore forza alla posizione di Icardi, il quale ha interpretato il provvedimento come una conferma della propria linea difensiva: “Il giudice ha respinto questa follia”, ha ribadito il calciatore, sottolineando anche il proprio apprezzamento per il sistema giudiziario italiano: “Com’è meraviglioso il funzionamento della giustizia italiana. Ma nel 2024, quando ho presentato tutto in tribunale in Italia, mi davano del pazzo”.

Dal Wandagate alla guerra nei tribunali

La rottura tra Mauro Icardi e Wanda Nara è diventata di dominio pubblico nell’autunno del 2021, quando esplose il caso ribattezzato “Wandagate”. La showgirl accusò pubblicamente il marito dopo la scoperta degli scambi di messaggi con Eugenia “China” Suárez, oggi legata sentimentalmente al calciatore argentino.

Dopo quella crisi arrivò un primo tentativo di riconciliazione, ma il rapporto non riuscì a superare definitivamente le difficoltà. Anche dopo l’annuncio della separazione nel 2022, i due tornarono insieme per un periodo, alimentando l’ipotesi di un possibile riavvicinamento. Nel 2024, però, la situazione è precipitata definitivamente. “Sono separata”, dichiarò Wanda Nara pubblicamente, confermando attraverso i suoi legali l’assenza di margini per una nuova riconciliazione. Da quel momento il rapporto tra i due si è trasformato in una complessa battaglia legale e mediatica, con accuse reciproche, procedimenti aperti tra Italia e Argentina e uno scontro che coinvolge anche aspetti economici e familiari, compresa la gestione delle figlie.