«Abbiamo portato la nostra gatta di 19 anni dal veterinario per l'eutanasia. Più di un anno dopo abbiamo scoperto che era ancora viva»

Erano convinti di averle dato l'ultimo saluto. Dopo 18 anni trascorsi insieme, la famiglia Jagt aveva accompagnato Annie, la loro gatta di 19 anni, dal veterinario per porre fine alle sue sofferenze. Le sue condizioni di salute erano peggiorate: soffriva di artrite, urinava sangue, aveva difficoltà a muoversi e mostrava sintomi compatibili con un principio di demenza. I proprietari avevano quindi deciso per l'eutanasia, pagando 300 dollari (circa 250 euro) e organizzando anche la cremazione. Ma quella che credevano fosse la fine della loro storia insieme si è trasformata in un'incredibile scoperta: Annie era ancora viva.

La scoperta

La vicenda è avvenuta in Georgia, negli Stati Uniti, e riguarda la famiglia Jagt e il Senoia Animal Hospital, la struttura alla quale si erano rivolti per l'eutanasia. A raccontare a Brian Jagt che qualcosa non tornava è stato un ex tecnico veterinario che aveva lavorato nella clinica. L'uomo lo avrebbe informato del fatto che un membro dello staff aveva preso Annie con sé senza avvertire la famiglia.

La segnalazione ha fatto scattare una denuncia per furto e le successive indagini hanno confermato quanto emerso dalla testimonianza.

Secondo quanto ricostruito, alcuni operatori della struttura avevano ritenuto che Annie non avesse bisogno dell'eutanasia, decidendo però di non informare i suoi proprietari e di affidarla a una persona dello staff. La situazione si è conclusa con il rimborso alla famiglia e, successivamente, con l'esecuzione dell'eutanasia prevista dai proprietari. L'operatore che aveva preso la gatta è stato licenziato.

«Pensiamo che possa essersi sentita abbandonata»

Per la famiglia, però, la parte più dolorosa della vicenda non riguarda soltanto la scoperta che Annie era stata tenuta lontana da loro. A tormentare gli Jagt è soprattutto il pensiero di ciò che la gatta potrebbe aver provato quando è stata lasciata nella clinica.

Dopo 18 anni trascorsi insieme, i proprietari temono che Annie possa aver interpretato quella separazione come un abbandono, proprio nel momento in cui era più fragile. La famiglia ha fatto sapere di non voler intraprendere ulteriori azioni legali.

Nel frattempo, la struttura veterinaria ha annunciato un rafforzamento delle proprie procedure interne, con l'obiettivo di garantire che le decisioni dei proprietari sugli animali affidati alla clinica vengano rispettate. Una storia surreale, segnata da un errore e da una scelta presa senza il consenso della famiglia, che ha trasformato quello che doveva essere un addio in una vicenda dai contorni decisamente insoliti.


Ultimo aggiornamento: giovedì 10 settembre 2026, 22:11

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