Alessandro Di Battista dovrebbe ripartire da Cuba in direzione Roma venerdì 11 settembre 2026, nel pomeriggio italiano. La partenza è subordinata agli ultimissimi riscontri medici, ma nel suo inner circle il clima è di speranza. Dopo l'operazione a cui è stato sottoposto d'urgenza la scorsa settimana, l'ex parlamentare pentastellato si trova nel reparto di terapia intensiva al quinto piano dell'Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras di L'Avana.
Le condizioni dopo l'operazione
Dal giorno del ricovero per forti dolori alla testa, le notizie sul suo conto arrivano con il contagocce: quello che si sa – grazie ad alcuni post della sua associazione "Schierarsi" – è che non vede l'ora di riprendere le sue battaglie e starebbe affrontando «nel migliore dei modi» la delicata fase successiva all'intervento. La famiglia e i suoi amici sin dall'inizio hanno chiesto discrezione.
E – a maggior ragione dopo l'annullamento del primo viaggio, inizialmente previsto per venerdì scorso – la scelta è stata di mantenere riserbo sul rientro fino alla fine, in attesa che sia davvero tutto pronto. Di certo, il post pubblicato nella notte da Schierarsi ha il sapore dell'addio a Cuba: «Ci teniamo a ringraziare i medici, gli infermieri e i fisioterapisti che in queste ore si stanno prendendo cura di lui prima del rientro in Italia».
La mobilitazione per Di Battista
Sui social l'argomento è molto sentito. «Pian piano sto tornando a respirare pure io», scrive – uno tra tanti – l'ex M5s Alessio Villarosa.
Decine di migliaia i commenti di sostegno riversati sui profili del "Dibba", come lo chiamavano all'epoca del primo Movimento Cinque Stelle: volti noti della cultura e dello spettacolo, ma soprattutto una marea di follower: «Forza Ale», «Siamo con te», «Tutti ti aspettano».Dal giorno del suo arrivo all'ospedale di L'Avana in tanti si sono mobilitati per l'attivista e reporter, che era a Cuba per un reportage per il Fatto: dalla premier Giorgia Meloni al vicepremier Antonio Tajani, dal leader del M5s Giuseppe Conte ai giornalisti del Fatto Quotidiano.
Accanto a lui, da subito, sono arrivati la madre dei suoi due figli, Sahra Lahouasnia, e Luca Di Giuseppe, amico e presidente dell'associazione Schierarsi. Nei primi giorni a L'Avana, aveva suscitato polemiche la possibilità che era stata offerta a Di Battista di utilizzare un volo di stato sanitario per rientro a Roma. Offerta declinata dal diretto interessato che aveva optato sin da subito per un viaggio in aeroambulanza con costi coperti dalla compagnia assicurativa con la quale aveva stipulato una polizza.
Ultimo aggiornamento: giovedì 10 settembre 2026, 22:31
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