Acciaierie Valbruna, Bitonci: trovato punto di equilibrio

Venezia, 7 ago. (askanews) – “Non può che essere accolto con soddisfazione l’annuncio dell’intesa raggiunta tra la Provincia autonoma di Bolzano e Acciaierie Valbruna in merito al rinnovo della concessione delle aree su cui insiste lo stabilimento bolzanino della società. Come Regione del Veneto, ritenendo l’attività di Acciaierie Valbruna strategica per l’economia del territorio e per l’occupazione, non abbiamo mai nascosto la nostra preoccupazione sugli esiti della vicenda, dato che lo stabilimento vicentino, con i suoi 1.133 addetti, lavora in sinergia con quello di Bolzano, che ne occupa altri 571 e che un eventuale esito negativo della vicenda bolzanina avrebbe potuto determinare conseguenze disastrose anche per il nostro Veneto. Pertanto, con il Mimit e le Parti sociali abbiamo preso in carico questa transazione fin dall’inizio e io stesso sono intervenuto direttamente, e con il supporto dell’Unità di crisi aziendali regionale, in più fasi particolarmente delicate. In questi mesi, il confronto con la famiglia Amenduni è stato infatti diretto e continuo; abbiamo spronato per una soluzione, come quella oggetto dell’intesa sul rinnovo della concessione, che in realtà si auspicava più lunga, ma che è stata individuata in 30 anni prorogabili di ulteriori 30, rispetto agli ingenti investimenti da sostenere da parte dell’azienda”.

È quanto afferma l’Assessore regionale allo Sviluppo Economico, Massimo Bitonci, con riferimento all’intesa raggiunta tra la Provincia Autonoma di Bolzano e Acciaierie Valbruna, l’azienda italiana specializzata nella produzione di acciai e leghe speciali, in merito alla concessione delle aree su cui insistono la sede legale e il sito produttivo altoatesino.

“Ora l’auspicio è che si approdi, entro i termini previsti, alla sottoscrizione del contratto e alla conclusione della procedura amministrativa – sottolinea l’assessore -. Superato il rischio relativo alla continuità produttiva, il lavoro potrà ripartire da un confronto con le Parti sulle prospettive di sviluppo industriale e sull’occupazione, su questi temi il Mimit ha già convocato, per l’1 settembre, un tavolo nazionale a cui prenderemo parte”.