Accoltellata a Trescore da uno studente, il volto della prof utilizzato nei post contro l’insegnante romana con idee di ultradestra

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Il legale di Chiara Mocchi ha diffidato i proprietari dei profili che hanno pubblicato e ricondiviso i post: “Ha rischiato la vita mentre svolgeva il proprio lavoro e merita il massimo rispetto”

I carabinieri al Da Vinci il giorno dell’aggressione e la professoressa Chiara Mocchi

I carabinieri al Da Vinci il giorno dell’aggressione e la professoressa Chiara Mocchi

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Trescore Balneario (Bergamo), 22 settembre 2026 – Il volto della professoressa Chiara Mocchi, accoltellata da uno studente di 13 anni il 25 marzo all’istituto Da Vinci di Trescore Balneario, utilizzato per condividere post di insulti diretti alla professoressa Isabella Marsilio, aggredita da un suo studente all’Istituto Verga di Centocelle, a Roma, a seguito delle sue dichiarazioni sulla remigrazione.

Sono storie simili, quelle delle professoresse Chiara Mocchi e Isabella Marsilio. Entrambe sono state salvate da un altro alunno. Nel caso di Marsilio, lo studente è originario del Congo.

I carabinieri al Da Vinci di Trescore Balneario

I carabinieri al Da Vinci di Trescore Balneario

Gogna mediatica

È stato un commento sulla remigrazione della docente, che sui suoi profili social ha spesso condiviso idee di ultradestra (“Se fosse stato irregolare non sarebbe stato mio alunno. Sulla remigrazione continuo a pensarla allo stesso modo”) ad accendere la polemica nei suoi confronti, trasformatasi in breve tempo in gogna mediatica che sui social ha investito pure la professoressa Mocchi.

Su alcuni account sono infatti stati pubblicati commenti di condanna a Marsilio, accostati però erroneamente al volto della Mocchi.

Il legale

Per questo il legale che assiste Chiara Mocchi, l’avvocato Angelo Lino Murtas, ha comunicato di aver diffidato i proprietari dei profili che hanno pubblicato e ricondiviso i post "a rimuovere ogni immagine, vignetta, post o altro contenuto nel quale siano stati indebitamente utilizzati il volto o le sembianze della professoressa Chiara Mocchi, nonché a cessarne ogni ulteriore diffusione”.

“La questione non riguarda la libertà di satira, di critica o la legittimità delle opinioni espresse – ha proseguito il legale – bensì la tutela dell’immagine, dell’identità personale e della reputazione di una persona del tutto estranea ai fatti rappresentati. La professoressa Mocchi è una docente che ha rischiato la vita mentre svolgeva il proprio lavoro e sta ancora affrontando la dolorosa riabilitazione per le conseguenze invalidanti di quella drammatica aggressione. Merita il massimo rispetto”.

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