Maldini non aveva assunto droghe. Il legale: “Confermate le parole del calciatore subito dopo l’incidente”

Milano, 22 settembre 2026 – Negativo agli esami tossicologici del Niguarda. Negativo agli stupefacenti. Il calciatore del Cagliari e della Nazionale italiana Daniel Maldini non era in stato di alterazione psicofisica nove giorni fa, al momento dello scontro della sua Porsche Carrera con una Golf provocato da una mancata precedenza all’incrocio tra via Caracciolo e via Tolentino a Milano.

Stando a quanto emerso, i valori riscontrati nel sangue sono risultati al di sotto del cosiddetto “cut off”, termine tecnico che indica la soglia che segna il fondamentale discrimine tra positivo e negativo all’assunzione di droga. Il prelievo in ospedale si è reso necessario (su richiesta della polizia locale) perché, dopo l’incidente con sei feriti lievi delle 5 del 13 settembre, il pretest salivare, che non ha alcun valore legale, sarebbe risultato positivo a due sostanze.

Incidente stradale Via Caracciolo tra i feriti il giocatore del bergamo Daniel Maldini

La polizia locale in via Caracciolo per i rilievi (Fasani)

Il presidente del Cagliari

E del resto lo stesso presidente del club isolano Tommaso Giulini, che ha subito preso le difese dell’attaccante che sta recitando un ruolo da protagonista nella partenza sprint della sua squadra in Serie A, ha dichiarato qualche giorno dopo: “Io ho visto il verbale della polizia municipale, quando lui è entrato al pronto soccorso, e quel verbale parla unicamente di uno screening fatto con questi famosi pretest, dove tendenzialmente sembrerebbero esserci tracce di thc”, vale a dire il principale principio attivo della cannabis.

Delle “tracce” di cui ha parlato il numero uno rossoblù non è stata però trovata evidenza nelle ’controanalisi’. Pulito, quindi. Come lo stesso Maldini ha rivendicato già a ventiquattro ore dallo schianto, mostrando in una story Instagram senza commenti i risultati dei test ai quali si è sottoposto in un laboratorio accreditato con il sistema sanitario sardo prima di riprendere gli allenamenti: una sequela di “assente” accanto ai nomi di otto sostanze stupefacenti e inserite nella lista dei dopanti “in competizione” dell’agenzia mondiale Wada (anfetamine, cocaina, marijuana, metadone, metanfetamine, ecstasy, oppiacei e buprenorfina).

Il legale

Per il legale di Maldini, l’avvocato Danilo Buongiorno, l’esito negativo dei tossicologici ha confermato “quanto da sempre dichiarato da Daniel di non aver mai fatto uso di sostanze stupefacenti”. Di conseguenza, ha aggiunto, “decade qualsivoglia contestazione penale sotto tale aspetto tossicologico”.

E ora, ha concluso, il ventiquattrenne, convocato dal ct Roberto Mancini per i prossimi impegni azzurri in Nations League, potrebbe decidere “di tutelarsi presso le opportune sedi a fronte delle gravi lesioni alla propria immagine e alla propria persona subite ingiustamente da un particolare accanimento e ingiustificato attacco mediatico da parte di più testate giornalistiche”; e ciò per “le note gravi accuse allo stesso attinenti l’uso di sostanze stupefacenti”.

Patente ritirata

Di quella notte resta comunque uno strascico legale per il figlio dell’ex bandiera rossonera Paolo: la positività accertata all’etilometro. Maldini ha fatto registrare 0,91 al primo “soffio” e 0,89 al secondo, con valori quasi doppi rispetto all’asticella massima fissata dalla legge a quota 0,50 grammi di etanolo per litro di sangue. Valori che si sono tradotti nel ritiro della patente (l’eventuale sospensione da sei mesi a un anno è raddoppiata per chi provoca un incidente) e in una denuncia per guida in stato di ebbrezza.