I ragazzi dell’Istituto Venturi hanno ricordato il pittore scomparso venerdì in Puglia "Quando venne a scuola tenne per gli studenti una lezione sull’incisione".

I ragazzi dell’Istituto Venturi hanno ricordato il pittore scomparso venerdì in Puglia "Quando venne a scuola tenne per gli studenti una lezione sull’incisione".

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Ci sono legami che non si sciolgono mai. Dice questo la storia fra l’Istituto Venturi e il maestro Giuliano Della Casa scomparso qualche giorno fa. Era stato allievo proprio del Venturi e varcò nuovamente la soglia della sua ex scuola nell’anno scolastico 2024-2025, in occasione delle celebrazioni per i 100 anni dell’istituto. L’artista, protagonista della ricerca artistica sviluppatasi tra gli anni sessanta e settanta, scelse di tornare fra i banchi per donare tempo, esperienza e passione a una nuova generazione di studenti: "Fu molto generoso nei confronti della scuola – dice la presidente Luigia Paolino – e non mancava mai di avere ricordi pieni di affetto per i suo Venturi. Prima venne a incontrare le classi nella sede di via Belle Arti, è li che Della Casa era stato studente. Parlò molto del leggendario custode Violi, di come i prof lo correggevano: ma cos’è quella Giuliano una scimmia? Gli disse un docente guardando una sua copia di un quadro del Rinascimento. Ricordò anche l’episodio di un professore molto severo, per fagli capire che era diventato bravo come vero artista, non gli diede un 10 ma lo invitò a bere qualcosa con lui".
Ci fu più di una visita che la preside Paolino ricorda così: "Successivamente Della Casa incontrò alcune classi del corso di Figurativo nel Cortile dei Melograni, dove Roberto Gatti aveva organizzato una mostra indimenticabile delle sue stampe artistiche. Della Casa fece una dimostrazione dal vivo di come si realizza una stampa d’arte. Lui non era un teorico, anche se probabilmente conosceva tutte le teorie. Era un vero maestro. Quindi sul momento realizzò un’opera, un disegno bellissimo, che venne poi stampato. Per i ragazzi fu un’esperienza magnetica. Come se, guardandolo lavorare, potessero dire a se stessi ma allora l’arte si può fare davvero".
Paolino si emoziona nel ricordare gli appuntamenti con il maestro, e ricorda vividamente quelle giornate di un paio di anni fa: "Della Casa in quelle ore riuscì a comunicare agli studenti e un’idea di fondo, non una tecnica ma un modo di fare arte e di essere artista tutto suo e cioè che non c’è arte senza piacere, che l’artista quando crea deve sentire il piacere scorrere dentro di lui e nella sua opera. Come diceva Giacomo Leopardi, Giuliano Della Casa era un uomo di buon tempo. Incontrarlo, parlargli, ti migliorava la giornata. In fondo, ci piace pensare, come diceva Della Casa, che il Venturi sia ancora quella scuola in cui a volte gli atudenti e le studentesse si sentono accolti e apprezzati fino in fondo per quello che sono, magari non con un 10 e lode ma con una stretta di mano o con un caffè preso alla macchinetta con il loro insegnante".
I ricordi di quella giornata custodiscono oggi un valore ancora più prezioso. Con la scomparsa del maestro il Venturi saluta con profondo cordoglio uno dei suoi figli più illustri. Resta il ricordo di quel ritorno.
Antonio Montefusco
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