Addio al mito della "pausa sigaretta": uno studio svela che il fumo aumenta la solitudine

Ci hanno sempre raccontato che accendersi una sigaretta fosse il modo più rapido per rompere il ghiaccio, fare gruppo e socializzare. Ma la scienza oggi ribalta completamente questo cliché: fumare non unisce, isola. A dimostrarlo è uno studio condotto dall’Imperial College di Londra e presentato al congresso della European Respiratory Society (ERS) di Barcellona. Il team di ricerca, guidato dallo scienziato Keir Philip, ha esaminato i dati di oltre 50.000 persone in 15 Paesi europei, ribaltando una prospettiva fino ad oggi poco esplorata. Se finora si sapeva che le persone sole tendono a fumare di più, quasi nessuno si era chiesto se fosse il fumo stesso a produrre solitudine.

Lo studio

I partecipanti avevano un'età media di 67 anni, il 22% dei quali fumatori all'inizio dello studio e quasi la metà (48,5%) affetta da più di due patologie croniche.

Monitorando i soggetti, iricercatori hanno misurato la percezione della solitudine con la scala psicologica UCLA a distanza di due anni. I risultati parlano chiaro: chi fuma non solo parte da livelli di solitudine più alti rispetto ai non fumatori, ma vede il proprio isolamento sociale peggiorare in modo netto nel tempo. Questo fenomeno si verifica indipendentemente dall'età, dal sesso, dal livello iniziale di solitudine o dal Paese europeo di residenza, con variazioni trascurabili tra le diverse regioni.

I meccanismi 

Ma come fa la sigaretta a distruggere la nostra rete di relazioni? Gli esperti spiegano che il fenomeno si sviluppa principalmente su due fronti. Da un lato ci sono le conseguenze fisiche: con il passare degli anni, il fumo causa problemi respiratori e cardiovascolari che riducono progressivamente la mobilità, rendendo sempre più difficile uscire di casa o partecipare ad attività di gruppo. Dall'altro lato giocano un ruolo fondamentale le norme sociali e i divieti. La presenza di spazi smoke-free nei locali pubblici e l'abitudine sempre più diffusa di vietare il fumo nelle abitazioni private rendono questi contesti meno attraenti per i fumatori, spingendoli gradualmente ad allontanarsi e riducendo le opportunità di contatto umano.

Falso mito

"L'idea che la sigaretta sia un'attività sociale deve essere sfatata", sottolinea Des Cox dell'University College Dublin, ricordando come la solitudine sia oggi riconosciuta come una delle più gravi emergenze di salute pubblica globale. L'obiettivo dei ricercatori è ora quello di aggiornare la percezione comune, facendo comprendere come il tabacco, oltre a danneggiare i polmoni, finisca inevitabilmente per logorare anche la nostra vita relazionale.

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